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Riflessioni 3 novembre 2012 · lettura 1 min · 1524 letture

Anni fa

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Paolo Morganti 1117 poesie pubblicate
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Si ballava la rumba in fila aspettando finalmente si apriva la porta e un sollievo alla pioggia dorata che sgorgava dopo una notte di sogni bambini . La pasta bianca sui denti a destra e a sinistra sotto e sopra e gli scapaccioni se non ti lavavi acqua gelata la mattina era appena cominciata . borbottava la caffettiera e l'orzo il latte scuriva il pane raffermo abbrustolito a quadretti perfetti galleggiavano gonfi lo zucchero come la neve fuori gelata imbiancava e addolciva . Azzurro il grembiule a scomparsa i bottoni e giù altri scapaccioni se non stavi fermo con il colletto sempre bianco stirato il papillon a coda di rondine tagliato. La cartella con i due libri una penna sbeccata due quaderni a righe e a quadretti dentro gli scritti della mia fanciullezza . La scuola a due passi mai solo una macchina ogni mezz'ora bastava a far terrore alla mamma. Dal banco che stretto mi stava fuori dai vetri sul prato il desiderio navigava dietro al pallone scalciava la cartella come palo sforbiciate alla Parola e ci di scordava della scuola .
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Paolo Morganti
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Commenti (4)

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Patrizia Ensoli3 novembre 2012

Anni fa ... Ed è un tuffo fra l'immagini in bianco e nero di quell'Italia semplice ma bella, in quelle poche cose il latte e l'orzo la mattina, il pane abbrustolito e quell'odore che se chiudi gli occhi torna, buono e acre ... Gli occhi alla finestra e i sogni, sembravano veri!! Piaciutissima e apprezzata!!

EnzoL3 novembre 2012

mi sono immerso nei tuoi versi, e mi sono ritrovato a rivivere le medesime emozioni, e anche io mi perdevo al pensiero del prato fuori di scuola, che ci aspettava con il pallone di cuoio per la partitella con gli amici. La scuola, con i suoi banchi, il diaro che profumava di nuovo ed i quaderni, che iniziavo sempre copn l'intento di mantenerli in ordine e poi si trasformavano in veri casini... quanti ricordi, a questa tua bellissim a

Garbofania4 novembre 2012

Che nostalgia e quanta dolcezza nella descrizione vivida di immagini che il Poeta fa. Un tempo passato, trascorso. Quello che fu e che mai ritornerà.Perché nella morbidezza del biancore del latte, nell'avvolgersi in quei perduti silenzi avverto tanta nostalgia e dolorosa rassegnazione? Sentito il mio rispetto e i miei complimenti.

Fiammetta Campione4 novembre 2012

Una full immersion nel passato, ed ecco apparire i ricordi, uno tira l'altro, quanti! Ricordi di cuore bambino, di scapaccioni, di fantasia che volava, di vita vissuta. Una lirica intensa che ho goduto tutta, fino all'ultima parola