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Sociale 4 novembre 2012 · lettura 1 min · 1016 letture

''Il milite ignoto''

Flavio Uldanc 252 poesie pubblicate
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Galoppa e corre veloce il suo destriero come il vento che piega l'erba così calpesta la nuda e umida terra E' il grande e odiato nemico che duro lo affronta strappandogli ferite e medaglioni d'orgoglio dal suo fiero collo Aspra e rude si fa la battaglia dove la sconfitta può solo tacere e che per ultima, come una triste pioggia la sua testa fa cadere all'indietro La spada e la paura non esistono più, solo vittoria dove l'impavido milite ha sfidato quell'ignaro destino per cui il sangue ha versato Ed ora, lontano da casa quando i neri corvi della morte si posano in silenzio sul suo elmetto d'argento una croce senza nome e senz'anima rimane piantata in quell'arido campo Resta un freddo dolore di madre quando un figlio non rivedrà più la luce e la sua Patria che piange, in questo giorno amaro nel ricordo d'uno sconosciuto soldato
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

Dedicata a tutti i soldati sardi (e non) che in questi ultimi anni, hanno perso la vita per la loro Patria, partiti e mai più tornati...

L'autore
Flavio Uldanc

''Nato a Cecina (LI) da ''Bolgheri, Castagneto Carducci il 25.06.1968, da genitori sardi, vivo dal '70 in Sardegna, ad Alghero (SS), ridente cittadina sul mare dal dialetto e le tradizioni catalane, risalenti alla dominazione spagnola, dove lavoro facendo il marinaio. Amo scrivere fin da bambino e in particolar modo p

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Commenti (3)

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Elle5 novembre 2012

Il tuo pensiero è generoso e la tua poesia di alta sensibilità arriva a quei poveri soldati che hanno avuto un triste destino. Grazie a nome anche mio.

EnzoL5 novembre 2012

una gran bella dedica, che fa onore all'autore, una triste realtà ben riportata in questi versi ottima

Miriam Badiani6 novembre 2012

Il ricordo di un periodo aspro e desolante della nostra storia, perfettamente racchiuso nel simbolo di quella tomba senza nome. Un far emergere l'individuo in quell'indistinto orizzonte di morte. .