Ammaliato
Per le viuzze del paese mio
all’imbrunir la vidi camminar,
fissai lo sguardo su cotanta grazia
e per incanto stetti ad ammirar.
Leggiadra andava con quei passi suoi,
parea quel calpestio voler volare;
tanta avvenenza io non vidi mai...
che il cuore mio chiese di parlare.
Fisso negli occhi posi il lungo sguardo
e amabilmente volli pronunciarmi;
che cosa dissi non ricordo affatto
ma cosa certa fu... complimentarmi.
In ogni modo esposi le parole
che dal profondo mi dettava il cuore;
le labbra si toccavan per magia,
non riuscivo che... parlar d’amore.
Cosa cercavo - quello fu certezza -
tanta bellezza non passasse invano
fu mio intento quel di conquistarla
e timidamente gli chiesi “la mano”.
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L'autore
Luigibellotta
Luigi Bellotta nato a Frattamaggiore (Na), il 13.8.1966, residente ad Aversa (Ce) dal 1989 quando sposa l’aversana Anna Fedele da cui ha due figli: Pasquale e Jonathan. Diplomato all’I.P.S.I.A. di Frattamaggiore, lavora come Assistente Amministrativo presso le scuole statali. Scrive poesie e canzoni sia in vernacolo
Commenti (1)
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Nino Vicidomini5 novembre 2012
Effettivamente mi ha ammaliato questo testo; mi ha riportato indietro, alla mia giovinezza, quando improntai una identica composizione. Ed è così che la sento questa tua; come scritta da un cuore giovanissimo ai primi albori poetici. Ma forse mi starò sbagliando.
