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Famiglia 7 novembre 2012 · lettura 2 min · 2377 letture

Devi essere la più bella!

omissam 412 poesie pubblicate
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Non ti sta mai bene niente... un rantolo sciatto quasi un saluto e non eri più di questi cieli. Timarì, quasi sognante, guarda la madre color ghiaccio vorrebbe sfiorarla ma ha terrore che lei si levi e urli non sei come voglio! Timarì, insonne fin dall'amniotico, voleva vedere se il mondo era davvero blu compiacente complicante... era una bimba bella vivente in uno spazio tutto suo la notte tremula e chiusa faceva strani disegni con le ombre delle sue paure... poi c'era mamma forte e sicura racchiusa in una certezza che non tentenna mai con quella voce cantalenante Tì, devi essere la più bella sempre. Invece guarda che capoccia metti i piedi giusti che disastro la postura ora ti vesto io... Timarì pesciolino seza capelli eternamente attaccata all'inadeguatezza al vortice scuro dell'insicurezza... dopo ormai grande faceva scelte che non le appartenevano quasi una sfida continua eterno giudizio sovrstante incalzante... Timarì la odiò così tanto da averne timore questa son io? Ora lei è la straccetto steso su marmo d'atri cadaveri inamovibile eppur così presente Timarì l'osserva piano le sembra di non riconoscerla vorrebbe toccarla ma il freddo le fa paura... sbigottita si chiede può questo mucchietto d'ossa aver condizionato la mia vita? Pensa che dovrebbe piangere lacrime che non ha siede lenta gurdando un soffitto indefinito sillaba ce la farò senza di TE?
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genitori... figli... i mestieri più improbabili... ore 17 e mai più...e, naturalmente, timarì è un nome frutto della mia fantasia...

L'autore
omissam

siiiiiiiii, narcisista son!!!!!!!!! sguazzo nella cupidigia del mio essere, m'accarttoccio intorno al mio super-io, convinto e stantio........navigo su velieri di me , su autostrade a mie corsie , su ospedali farciti di letti miei. narciso diserbante,offusco ragioni negando le mie. IO , narcicasinista, ondeggio su maro

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Commenti (3)

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hy ju7 novembre 2012

il senso d'inadeguatezza scarnifica più che il corpo, l'anima... ...per riuscire a piacere alla madre, ...tutto, ogni cosa, anche la più folle, farebbe, un figlio... per riuscire a piacerle, almeno un po'... assurdo disperante brutale mondo, quello in cui l'essere più importante, quello che la vita e il nutrimento ti ha dato... ti disprezza...

I
Irene F7 novembre 2012

forse più o meno tutti, più o meno consciamente rimpiangiamo quello che nostra madre avrebbe voluto che fossimo?... un "io" perfetto, che non è mai esistito - per fortuna? - la tua poesia è coinvolgente e mi ha fatto pensare a questo, e a una vecchia maestra esigente, mia madre...

Gentiana Marika7 novembre 2012

Il rapporto genitori e figli... in bilico tra l'amore e l'odio ... si crea dipendenza, ci si condiziona... ci si giustifica da genitori che si agisce nel bene dei figli ... ma in qualsiasi modo e maniera si sbaglia sempre, ma è forse giusto anche così... si impara da genitori e si impara anche da figli ... Timarì è cresciuta piena di ombre, paure e insicurezze ... Gibran dice che i figli non ci appartengono, sono del mondo e noi genitori abbiamo solo fatto da tramite ... a tutti i modi è difficile giudicare. Bella lirica, densa di significati, sia vista dalla parte dei genitori che da quella dei figli. Complimenti Omiss