Nel nome del pensiero
Pamela Li Manni
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Volare... Sì, mi fai volare,
con quel tuo dolce suono
che sa di strappo al cuore...
Lenta la discesa,
da quel rupe che pareva olimpo.
Planare com'un aereo,
privo di motore,
privo di metallo,
privo di bulloni.
Solo un cuore,
adornato da riccioli scuri,
che cavalca il vento e le sue stelle,
in questa sera di timido autunno...
Silente, pare il tuo dolore,
ma nessuno s'accorge
che sul terriccio lontano,
lacrima quel fiore solitario,
dallo stelo curvo di vecchiaia
nel campo d'una risaia,
che sgrana gl'occhi
per quest'imcomprensibile tormento.
Come c'è finito, così lontano da casa?
Per quale arcano volere,
le sue spoglie saranno celate ai suoi cari?
Ed intanto ammira il cuore in caduta,
come la sua, verso l'eterna pace.
Suona, mio amato,
suona il lamento che ugola tace.
Suona in una notte di magra Luna,
quando il cielo scopre il suo più pallido umore.
Quando una tempesta sorprende il cuore ed il fiore,
stracciando gl'ultimi pensieri rimasti.
Suona un'anima sempreverde,
come l'albero d'inverno,
che anche spoglio,
non si lascia ingiallire.
Suona la marcia nuziale,
quando, mano nella mano,
la morte sposa il cuore con il fiore...
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L'autore
Pamela Li Manni
Commenti (1)
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Nino Vicidomini7 novembre 2012
Un tantino cripta questa tua vuoi per i colori delle immagini che per le descrizioni, comunque ti ho letto con interesse

