Clanio
Giulivo ruscelletto
scorrevi a fondovalle
e tutto trasportavi:
foglie sassi e rovi.
Non hai temuto il ghiaccio
né il temporale estivo
ma fiume diventasti
sì presuntuoso e vasto.
Cento città percorse
ognuna una carezza
di putrido licor.
Non sguazzano più bimbi
né pecorelle guadano,
lontan l'amata fonte
lontan gli amati monti.
Sprofondi alfin nel mare
e la leggiadra brezza
innalza al cielo un canto
di uno struggente addio.
©
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