Il tuo Seme

Il tuo Seme gustato nella gola
fu cresima di sole.
Gustavo con la mia gargantuesca
baldoria,
mirando le tue pupille moresche
che sbranavan come pantere.
E così la pelle fu bollente e tenue
e così fu più che crudele
il delirio dentro le mie caverne.
Tu divorasti me
come una di quelle prede
a cui avevi dilaniato il duro cuore.
Nostra unione sanguinolenta
urlò in ogni dove
tra deserti e foresta
e bestemmiavamo il nome della Bestia
poiché fummo la Gioia.
©
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Commenti (1)
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Mauro11 novembre 2012
Forte e potente questa descrizione di un eros quasi bestiale. Inconsueta questa poesia, ma proprio perché diversa, estremamente interessante. Letta due volte per assaporarne tutte le sfumature.
