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Sociale 12 novembre 2012 · lettura 1 min · 3045 letture

Condanna

Francesco Rossi 1097 poesie pubblicate
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Non un fruscio, non un sussurro, neppure il ronzar di mosca quando lesse il verdetto. Vista la legge, calcolati i danni sentenziò: in galera per vent’anni. Quanto si sentì perso il condannato, cascò a terra come un leone domato. Aveva rubato dolciumi e caramelle quanto gli è costato non guardar più le stelle. Per il bassotto milanese grande uomo di esperienza la giustizia lenta, lenta si affida alla clemenza. Questa favola mi pare che insegni a non rubare.
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L'autore
Francesco Rossi

Francesco Rossi nato a Sestri Levante il 24/01/1958 Pensionato. Terminata la scuola dell'obbligo nel 1974 assunto come operaio in una ditta, nel 1976 assunto in Fincantieri dove per 35 anni ho svolto la mia professione di operaio speciallizato. E' in quei anni che si completa la mia formazione culturale con l'impegno

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Commenti (6)

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giovanni bagnariol13 novembre 2012

Sottilmente ironica, questa lirica dai versi chiari e scorrevoli, mette in risalto un aspetto della "giustizia" nel momento culminante della sentenza, cogliendone con grande maestria, realismo ed efficacia contraddizioni, paradossi e risvolti umani nella tipica atmosfera "imparruccata" silenziosa e solenne di un'aula di tribunale.

Fiammetta Campione13 novembre 2012

Ormai non esiste più una giustizia "giusta"... spesso il ladruncolo viene condannato a pene più severe di chi commette delitti gravi, questo è un dato di fatto che fa riflettere, e molto. Bravo l'autore nel portare alla nostra attenzione un argomento tanto delicato con versi musicali e profondi

carla composto14 novembre 2012

la giustizia è quella che "è" chi ruba una mela perché ha fame va in galera chi uccide, stupra resta a zonzo con mille attenuanti... sempre attento questo autore con le sue significative poesie... lo leggo sempre con estremo interesse...

Duilio Martino14 novembre 2012

Una lirica che pone l'accento su un problema attuale, quello della giustizia. Non v'è dubbio che vi siano anomalie congenite nel funzionamento del sistema giudiziario che, ahimè, contribuiscono allo sfascio della nazione! Ogni riferimento puramente casuale... ovviamente! Bellissima F*S

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ziaannalisa14 novembre 2012

Molto bella e piena di significato complimenti Francesco un abbraccio

Donatella Pezzino15 novembre 2012

Ironia sottile e profondamente condivisa verso una giustizia che spesso ci lascia perplessi... grande plauso per questi versi ben stilati e densi di significato.