Domenica
Un tintinnio lontano, lugubre.
Quella folle ebbrezza di lanciarsi
dal baratro della città
verso schegge di vetro;
chiamare la fine, sentirla vicino.
E' solo un pomeriggio di domenica,
autunnale,
algide le passioni
cadono, ingiallite emozioni.
Pallido in viso, steso sul letto
fissando il vuoto scorrere
del tempo, in un presente
senza dimensione
fuori dal resto,
aspetto una goccia d'amore,
un grammo del vostro potente veleno,
passione iniettata con forza
nelle vene.
Salvami tempo, bloccami il cuore
permettimi di vivere senza invecchiare
senza che rughe vissute, di passioni
consumate
coprano la pelle.
Rendimi umano, meno umano
senza impulsi
solo respiro, nessuna debolezza,
nemmeno un ardore.
©
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