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Amore 14 novembre 2012 · lettura 1 min · 5772 letture

Ora che non ho più paura

Pierangela Fleri 285 poesie pubblicate
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Mi torni allo sguardo come l'acqua che zampilla al contrario la fonte dove il pensiero giunge prima della voce e sulla pelle le distanze solcano il dolore Avrei rubato il sangue alle zanzare per far tacere il vuoto d'occhi alle mie sere Avrei ovattato il mondo col cotone per cambiare il rumore ai sogni e farli veri Non fosse che al posarsi della sera mi chiude un giorno non vissuto ancora
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Pierangela Fleri
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Commenti (11)

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Bartolomeo Errera14 novembre 2012

malinconia e rabbia, desiderio di convertire e dare indietro il non vissuto come vuoto a rendere per ottenere dalla vita il sangue per continuare. I sogni fanno troppo rumore e si devono tacitare rendendoli realtà. Nel giorno che verrà è racchiusa la speranza o la certezza del poter volare accanto ai sogni che non urlano più. Bella anche la musica, perfetta.

Ela Gentile14 novembre 2012

Malinconica e struggente per la lontananza, per i sogni che restano tali, lungi dalla realtà e molto amara la chiusa per un giorno non vissuto che si chiude... Molto bella e sentita.

C

metafore molto originali, impreziosiscono questa poesia, apprezzatissima

Duilio Martino14 novembre 2012

"dove il pensiero giunge prima della voce e sulla pelle le distanze solcano il dolore..." Grande prova e versi di pura poesia... Grande l'autrice Fiocco e Segnalazione!

Enrico Baiocchi14 novembre 2012

Amara la chiusa che riflette ancora una volta una giornata incompiuta, è come sentirsi le ali tarpate, l'impossibilità a concretizzare quei desideri così profondamente illustrati con metafore di estrema efficacia e poesia, e quel percorso inverso dell'acqua diventa una tortura. Molto sentita ed intima.

Giacomo Scimonelli14 novembre 2012

il tempo è passato inesorabilmente e le paure di un tempo adesso lasciano spazio alle speranze che però sono state sempre vive nel cuore romantico ed innamorato... versi profondi ed incisivi

Francesco Rossi15 novembre 2012

Un verseggiare dove l'interiorità strabocca. Il contenuto parla da solo al lettore il verseggiare è Magistrale.

Antonio Biancolillo16 novembre 2012

Malinconicamente fissa lo sguardo ai sogni che non riescono... rispolvera ricordi che non fanno ritorno... inseguendo con gli occhi le immagini spente in una notte stellata ...cercando le parole di speranza racchiuse in " un giorno non vissuto ancora... che chiede le sue urgenze di vita nell'amore... tra quei pensieri che giungono sempre prima di ogni possibile speranza di voce... Un delicato verseggiare... quasi un sussurro a cercare la giusta realtà a quei suoni dei sogni... Molto apprezzata...

P
Paolo Morganti16 novembre 2012

Atmosfera ovattata come un proscenio ammantato di soffice melodia, la sera si posa come neve e mette intorno quel silenzio che rende pace nel focolare domestico così come spande la pace nell'anima questo amore che viene descritto soavemente dall'autrice.

Donatella Pezzino17 novembre 2012

La sera chiude un'altra pagina di vita non vissuta perché non colmata da quel calore d'amore che rende veri i sogni... delicati i versi si posano sul cuore come petali d'un fiore raro. Una lirica emozionante che culmina in una bellissima chiusa. Plauso ammirato!

Rita Minniti21 novembre 2012

L'intensità con la quale l'autrice esprime il suo pensiero è talmente bello che lo sguardo arrossisce e in punta di piedi il dolore non fa rumore. Un amore che non lascia spazio a un cuore di gioire, né di esprimersi, se il pensiero "giunge prima della voce" e se "le distanze solcano il dolore". Incisivi questi versi, l'essenza di tutta la poesia, che si chiude con una frase da brividi. Bellissima è dir poco... afflato lirico che commuove!