E nel 1812 verrà la Rivoluzione!
Sono stanco, distrutto, deluso
Sono figlio di un tempo ingrato
Ma sono anche un figlio ingrato della sua Terra
Vedo la folla far finta di niente
Vedo me stesso affondare tra la gente
E non ho, forse, più le forze per risalire
Vivo in una società di falsi bisogni e accecanti contraddizioni
Di finte persone e reali oppressioni
Di amici morti ancora prima del tempo
Di morti che è meglio, forse, far finta di non vedere
Tutti credono che sia una questione di destra o di sinistra
E la destra e la sinistra vogliono farci credere che sia solo una questione di scelta
E così giornali, la televisione, la moda, la pubblicità e il resto
Tutti quanti a raccontarci che un voto ci salverà
Ma io non voglio credere più in niente
A cosa serve chiedersi cosa sia giusto o sbagliato
Quando un vecchio o un bambino muoiono per colpa mia, tua e di tutti noi
Folla imbecille, inetta e superficiale
Ormai, tutto è per me una grande menzogna
Tutto è per me un sordido palliativo
Non esiste più niente per me
Non esiste più il mio amore per te
La sola speranza che mi resta è la sola che mi può salvare
Ed è quella di credere che un giorno il mio dolore si trasformi in coscienza
Che la mia rabbia si trasformi finalmente in volontà
E allora anche per me verrà il 1812, anche per me sarà la Rivoluzione!
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