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Riflessioni 14 novembre 2012 · lettura 2 min · 414 letture

E nel 1812 verrà la Rivoluzione!

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Vincenzo Corelli 12 poesie pubblicate
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Sono stanco, distrutto, deluso Sono figlio di un tempo ingrato Ma sono anche un figlio ingrato della sua Terra Vedo la folla far finta di niente Vedo me stesso affondare tra la gente E non ho, forse, più le forze per risalire Vivo in una società di falsi bisogni e accecanti contraddizioni Di finte persone e reali oppressioni Di amici morti ancora prima del tempo Di morti che è meglio, forse, far finta di non vedere Tutti credono che sia una questione di destra o di sinistra E la destra e la sinistra vogliono farci credere che sia solo una questione di scelta E così giornali, la televisione, la moda, la pubblicità e il resto Tutti quanti a raccontarci che un voto ci salverà Ma io non voglio credere più in niente A cosa serve chiedersi cosa sia giusto o sbagliato Quando un vecchio o un bambino muoiono per colpa mia, tua e di tutti noi Folla imbecille, inetta e superficiale Ormai, tutto è per me una grande menzogna Tutto è per me un sordido palliativo Non esiste più niente per me Non esiste più il mio amore per te La sola speranza che mi resta è la sola che mi può salvare Ed è quella di credere che un giorno il mio dolore si trasformi in coscienza Che la mia rabbia si trasformi finalmente in volontà E allora anche per me verrà il 1812, anche per me sarà la Rivoluzione!
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