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Uomini 15 novembre 2012 · lettura 1 min · 3201 letture

Don Riboldi (e la stretta di mano)

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Antonio Terracciano 1000 poesie pubblicate
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Spesso nel Sud la fede è un’apparenza, contempla accorti gesti di rispetto quando di un ecclesiastico al cospetto ci si ritrova, alla sua presenza. Il baciamano andava stancamente avanti in una sala della scuola, dove, dopo il precetto, un’ora sola s’intrattenne quel Vescovo, paziente. Non c’era nel suo sguardo la letizia nel vedere ripetersi la scena di cui già la sua vita era ripiena: s’avvertiva una specie di mestizia. Quando arrivò il mio turno, un po’ esitante m’avvicinai a Riboldi, al quale tesi la mia modesta mano: ben compresi la contentezza sua, vera e raggiante. Rappresentavi, Vescovo, il Signore, che volle farsi uomo in mezzo agli altri, che male sopportò quei falsi e scaltri personaggi alla caccia di un favore!
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

Il milanese Antonio Riboldi, già attivissimo sacerdote in Sicilia, nella zona del Belice, al tempo del terremoto, diventò poco dopo vescovo ed ottenne la sede di Acerra (Napoli), nella cui piccola diocesi si spostava spesso da solo, guidando la sua utilitaria, per cercare di risolvere i problemi dei poveri e combattere la camorra. L’episodio raccontato, con il baciamano generalizzato dei miei colleghi e delle mie colleghe, ebbe luogo in una scuola media di un paese limitrofo, in provincia di Caserta, dove insegnai, per un breve periodo, nei primi anni Ottanta. P . S . Grazie, Lorenzo!

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L'autore
Antonio Terracciano

Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'

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Commenti (4)

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Duilio Martino15 novembre 2012

Molto belli questi versi endecasillabi che raccontano un Uomo in un episodio realmente accaduto... Ottima la chiusa in cui trovo una sana frecciatina. Graditissima!

Lorenzo Crocetti15 novembre 2012

Un bell'episodio di vita reale e vissuta raccontatoci da un Terracciano in gran forma poetica. Quartine ottimamente rimate in ottimi endecasillabi musicali e scorrevoli (ma, caro Antonio, ad un appassionato come sono io per la rima non poteva certo sfuggire la seconda quartina, dove hai voluto (non) rimare "scuola" con "ora". Io, che sono però un arruffone, avrei rimediato (se c'è qualcosa da rimediare) così: "avanti in una sala della scuola dove, dopo il precetto, un'ora sola" Comunque, a parte le mie amichevoli e schezose intrusioni, la poesia appare davvero gradevole e, sopratutto, di una comprensione adamantina! Qui non c'è bsogno di leggere e rileggere per capire il senso...

Grazia La Gatta15 novembre 2012

Bellissime queste cinque quartine che, con musicalità, raccontano questo bellissimo episodio di vita. Poesia bella e piacevolissima; molto apprezzata.

stelsamo4 dicembre 2012

Comprendere la vacuità di un gesto (quello del baciamano), divenuto tale a causa della ripetitività che lo ha svuotato di significato e sostituirlo con quello della più umana stretta di mano, che fa la differenza... ! Complimenti!