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Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Bruno Leopardi
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Introspezione 16 novembre 2012 · lettura 2 min · 2783 letture

A me

Bruno Leopardi 769 poesie pubblicate
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Ho aratro tanto, troppo questa terra, fertile quando i miei occhi erano giovani, e adesso io, mi devo arrendere: sole che è chiuso in una serra senza null'altro da pretendere... E ora tu, spiegami la vita per non sbagliare più, e semmai, raccogliere di nuovo quella antica sfida della mia "meglio gioventù". A me, ho dato molto spesso il peggio quello che resta della cena o lo scarto di un tetro pomeriggio io, attore senza mai una scena... Adesso assisto al mio rammarico come fosse un rantolo finale di chi si piega sulle gambe e in panico, si scopre nell'ultimo atto teatrale. Caro me ti prego, ascoltami fermati per un po' a pensare fino a che, l'ingorgo dei pensieri faranno da tiranni al cuore o fino a che, morirai anche tu... ieri, di questo strano mio dolore. Mentre percorrerai, ormai senza fiato a piedi i cento, i mille piani dell'essere e non dell'apparire, quelli che lasciano sgomento, muto e che non fanno alcun rumore: la vita è gocce di dolore. Ed io, tutto l’ho conosciuto. E ancor dentro lo vivo.
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Parlandomi un attimo... nell'essenza di una vita rincorsa di corsa, scale valoriali e scelte esistenziali e poi, il cuore in una morsa e pensare e chiedere e chiedersi per cercare di... esistersi.

L'autore
Bruno Leopardi
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Commenti (3)

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Pierangela Fleri16 novembre 2012

Stupenda, amara... coinvoge i sensi, da rileggere spesso

Alberto De Matteis16 novembre 2012

Struggente e sentita lirica da cui traspare in maniera evidente un notevole disagio esistenziale che prende dal primo all'ultimo verso il lettore. Poesia molto apprezzata per forma e contenuto. Complimenti.

Francesco Rossi21 novembre 2012

Un pugno di terra e radici di senso, è come esserci nel pensare dell'autore, un dono che l'uomo concede a se stesso e ai lettori della poesia.