Accarezzai un sogno e lo chiamai domani
Bruno Leopardi
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Accarezzai un sogno e lo chiamai domani,
poi,
lui sfuggì dalle mie mani:
era un amore,
un figlio bambino che tremava
era una donna che estate portava.
Accarezzai un pensiero e lo chiamai destino
poi,
lui svanì da me bambino:
era un film,
un'esistenza breve
ma lunga come fosse ormai disciolta neve.
Accarezzai un viso e lo chiamai presente
poi,
lui finì tra le rughe di un anziano:
è un uomo,
con i suoi mille limiti
ma con due occhi che ti guardano: chiari e limpidi.
Adesso, la vita scorre
e veloce
come acqua di cascata corre,
mentre ieri,
accarezzai un sogno e lo chiamai domani,
poi,
lui sfuggì dalle mie mani...
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L'autore
Bruno Leopardi
Commenti (2)
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Anna6219 novembre 2012
certo la vita è come un fiume che scorre veloce, ma reca con sè nuovi domani, dunque possiamo ancora accarezzare sogni . E i nostri ieri sono la nostra memoria più profonda, sono bagaglio prezioso da portare sempre con noi. Nulla è perduto!
Francesco Rossi21 novembre 2012
La sensibilità del poeta si manifesta unitamente alla sua bravura in questa splendida e sentita poesia.


