Se le valli fossero colme dell'oro del mattino
Gianpiero De Tomi
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Se le valli fossero colme dell'oro del mattino
nuoterei senza mai fermarmi, come un folle
attraverserei quello stretto passaggio nero
che nascosto, raccoglie correnti tumultuose.
- chiamo con la voce del passato, il mio futuro -
Il mio volto rigato di lacrime e sangue
trova infine ristoro, nelle carezze del tempo
che scorre come un fiume senza fine, senza inizio
verso quella cascata che si sente ruggire
oltre la montagna avvolta nella nebbia.
C'è anche un tentacolo, di stanchezza estrema
che attraversa tutta la scena indenne
e materializza fra le mani, masse informi
che presto scivolano, come sabbia fra le dita
lasciando un lamento acuto sulla pelle
- è un segno che separa il prima dal dopo -
Racchiude una perla nera come la notte
quella conchiglia, trovata sotto lo scoglio
nell'ora più tarda che sia possibile vivere
violentata dalla voluttà senz'anima
come un tesoro maledetto, getta scintille
consapevolezza da cui, è impossibile sottrarsi
e trovare una via di fuga, nella perduta serenità.
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Gianpiero De Tomi
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