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Home Poesie Impressioni
Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Arelys Agostini
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Impressioni 23 novembre 2012 · lettura 1 min · 3198 letture

Dolorosamente

A
Arelys Agostini 697 poesie pubblicate
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Eccoti, oh dolore! Ti avvicini come triste parodia, trascini, divori, come un famelico Crono. . Guardiano tra le ombre, scrutando nel profondo, sottometti e intimi, immolando la carne. . Ah, tormento, ti incagli! Ti incagli come nave alla deriva senza tregua e senza fretta. . Senza fretta ti dirigi verso il fondo e accarezzi come un pirata un tesoro che ruba, pesa e lascia andare... . Lasci andare come mano senza traccia, rimangono le smorfie, un urlo che offusca, un momento senza tempo, consumando la mente. . DOLOR -IDA- MENTE . Hete aquí, ¡oh dolor! Te aproximas como triste parodia, arrastras, devoras, tal Crono famélico. . Guardián entre sombras, mirando profundo, sometes e intimas inmolando la carne. . ¡Ah, tormento, encallas! Encallas como barco a la deriva sin tregua y sin prisa. . Sin prisa te enfilas al fondo y acaricias como pirata a un tesoro que roba, pesa y suelta... . Sueltas como mano sin huella quedando las muecas, un alarido que ofusca, un momento sin tiempo, consumiendo la mente.
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L'autore
Arelys Agostini

Arelys Agostini, Italo venezuelana; è una poetessa "dilettante". Le sue poesie sono un viaggio attraverso emozioni crude e speranze tenaci, espresse con un linguaggio che danza tra passione, denuncia, introspezione, e il suo impegno nel denunciare le ingiustizie, senza perdere l’ironia. La natura è spesso presente nel

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Commenti (2)

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Duilio Martino23 novembre 2012

Splendida questa poesia, profonda e graffiante come il dolore che tormenta l'anima ed incaglia la barca impedendole di navigare nel mare della vita. Apprezzatissima ottime le immagini dipinte e che offerte in "Spagnolo" hanno certamente un non so che di fascino aggiunto! Complimenti!

Antonio Biancolillo24 novembre 2012

Quei pensieri... restano sempre lì...senza la violenza del tempo... eccolo quel dolore... sempre così attento a trascinare nell'incaglio quella barca... Le sento quelle ombre... nella loro... triste parodia... arrivare spavalde nel profondo a consumare la mente... lasciandola avvolta nella foschia delle proprie immagini... dentro l'urlo di sofferenza di momenti che non riescono a smettere mai... così come sono alla deriva... Mi affascina quella immagine di un guardiano a vigilare sulle sue ombre... quasi a non volerle smettere... per immolare al tormento quel corpo incagliato... Momenti di grande sconforto... dove agli occhi tutto appare senza rimedio, dove ogni pensiero non ha più la sua linea giusta... ma quella della disperazione. Ottima riflessione.