Ho bisbigliato al vento
massimo turbi
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ho bisbigliato al vento
dove giacciono mille pensieri
nel fondo della malinconia
riposta vicino al cuore
buttato nel fosso
-oh non ricordo bene-
storie inespresse
nella solitudine di giorni passati
a suonar musica
con organi ottocenteschi
la chiesa illuminata dalle emozioni
parevan mia madre assente da sempre
nascosta nelle disillusioni della vita inetta
guardavo nel buio
oltre alla notte oscura
cercando il suo volto
chiamavo al cuore assorto
madre madre dove sei?
solo il vento impetuoso accarezzava
le mie mani sui tasti di peltro
tenendomi compagnia
l'oscurità prendevano il posto
alle speranze negate
il mio cuore scoppiava
nelle alte sfere di grandiosi spartiti
morivo insieme alla solitudine
amica mia nel sempre
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massimo turbi
Commenti (2)
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Trevisi Valentina3 dicembre 2012
Mi sono posta la tua stessa domanda tante volte, riscoprendo una solitudine incolmabile da qualsiasi evento. Poesia molto sentita che descrive in modo sublime determinate emozioni che forse possono capire solo le persone che hanno provato questo tipo di solitudine. Segnalo, molto bella, grazie.
Antonella175 dicembre 2012
la solitudine e la ricerca sempre di una compagna vera di vita e di affetti totali. L'accenno alla mancanza della voce di tua madre è sublime nota nella ricerca della quiete dell'anima... sentita ed apprezzata moltissimo

