Punto di non ritorno per l'isola che non c'è

Bonaccia,
non muove un filo d'aria,
il fumo della pipa, di Capitan Ventoso,
s'affanna per salire sull'albero maestro.
"Ventoso son nel nome, non nella condizione,
che questa bagnarola, mi resta senza fiato"?
Il mozzo, giù in coperta, si ronfa l'impossibile,
provoca vibrazioni che appaiono nell'acqua.
Era così vicina, l'isola che non c'è,
ancora poche miglia, e gli sarebbe apparsa,
chissà se c'è davvero, quel punto in mezzo al mare,
che mai nessuna mappa, ha visto riportare?
"Che me lo chiedo a fare" borbotta furibondo,
"tanto se non ci arrivo, non potrò mai saperlo".
Son fermi da sei giorni, nemmeno le maree,
han mosso quella nave, dal punto in cui si trova.
Punto di non ritorno, così l'hanno chiamato
quei quattro ciarlatani, nella taverna al porto.
"Punto di non ritorno, fosse che chi lo passa,
non può tornare indietro"?
Di soprassalto il mozzo, si sveglia dal ronfare,
s'è udito chiaro un tonfo, la nave oscilla ancora.
Salito sulla chiglia lo vede, in lontananza,
é Capitan Ventoso, che se ne va nuotando,
lo chiama "Capitano" ma la sua voce cade,
il vento non la porta, così rimane li,
lo guarda scomparire, lontano, all'orizzonte,
poi si rialzò il vento, ma non l'han più trovato.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Alephso
Qui rendo me stesso, scrivendo attento l'opinabile sentire che ascolto nel mio essere inintelligibile.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!
