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Fiabe 25 novembre 2012 · lettura 2 min · 1675 letture

Punto di non ritorno per l'isola che non c'è

Alephso 190 poesie pubblicate
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Bonaccia, non muove un filo d'aria, il fumo della pipa, di Capitan Ventoso, s'affanna per salire sull'albero maestro. "Ventoso son nel nome, non nella condizione, che questa bagnarola, mi resta senza fiato"? Il mozzo, giù in coperta, si ronfa l'impossibile, provoca vibrazioni che appaiono nell'acqua. Era così vicina, l'isola che non c'è, ancora poche miglia, e gli sarebbe apparsa, chissà se c'è davvero, quel punto in mezzo al mare, che mai nessuna mappa, ha visto riportare? "Che me lo chiedo a fare" borbotta furibondo, "tanto se non ci arrivo, non potrò mai saperlo". Son fermi da sei giorni, nemmeno le maree, han mosso quella nave, dal punto in cui si trova. Punto di non ritorno, così l'hanno chiamato quei quattro ciarlatani, nella taverna al porto. "Punto di non ritorno, fosse che chi lo passa, non può tornare indietro"? Di soprassalto il mozzo, si sveglia dal ronfare, s'è udito chiaro un tonfo, la nave oscilla ancora. Salito sulla chiglia lo vede, in lontananza, é Capitan Ventoso, che se ne va nuotando, lo chiama "Capitano" ma la sua voce cade, il vento non la porta, così rimane li, lo guarda scomparire, lontano, all'orizzonte, poi si rialzò il vento, ma non l'han più trovato.
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Alephso

Qui rendo me stesso, scrivendo attento l'opinabile sentire che ascolto nel mio essere inintelligibile.

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