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Fiabe 25 novembre 2012 · lettura 1 min · 4658 letture

L’Isola Fenice

Angela Rainieri 243 poesie pubblicate
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Oasi d’un canto arcano l’isola Fenice fonte primigenie d’un mondo sconfinato oltre l’orizzonte d’umana conoscenza. D’un varco invalicabile nella sospesa dimensione e d’ali piumate parea aver la forma. Intersecata da meandri nell’incantevole vallata con ruscelli d’acqua di limpidezza cristallina. Si narra al suo splendor d’Adamo ed Eva fosse culla nel perduto paradiso in cui l’amor, ancor senza malizia, fu libera espressione d’eterna giovinezza. Oasi felice d’un canto arcano dove ombra di miraggio al cuor rimane nell’effimera speranza che d’aureo raggio di cenere scomposta come araba fenice poi risorga.
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L’isola che non c’è…forse il nostro perduto paradiso…

L'autore
Angela Rainieri

Sono nata in Sicilia, una terra bellissima a cui ho dedicato diverse liriche. Adoro scrivere poesie che considero come un atto liberatorio per la mia anima e se dovessi descrivere quest’emozione lo farei utilizzando alcuni versi di una mia lirica... "Cielo sciolto nell’anima/il mio libero sentire,/intimo palpito d’un s

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Commenti (8)

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Rita Minniti2 dicembre 2012

Un'isola, questa che descrive l'autrice, dalle sembianze eteree, raggiante e maestosa nella sua bellezza. Un'isola racchiusa in un'oasi di pace "d'un mondo sconfinato/oltre l'orizzonte/d'umana conoscenza", dove solo a immaginarla ci si perde alla vista dell'immenso, in una dimensione che va oltre lo sguardo infinito. Un'isola felice che nei sogni si arricchisce di splendore e la speranza della sua esistenza non va a morire fino alla certezza che "come araba fenice poi risorga"... Fantasia e speranza, mescolati in toni pastello, tra le righe meravigliose di questo canto, così finemente descritto, così elegantemente stilato. Complimenti!

Cinzia Gargiulo3 dicembre 2012

Un'isola felice era sicuramente il mondo che ci era stato donato perfetto, incontaminato e giusto ma l'uomo lo ha sporcato in tutti i sensi rendendolo quasi un luogo da cui fuggire... Poesia intensa dai toni malinconici, molto apprezzata.

Giovanni Chianese3 dicembre 2012

Versi che scandiscono la speranza di un nuovo ciclo, dove la resurrezione della fede, è simboleggiata con la figura dell'Araba Fenice, un uccello considerato sacro perché non moriva mai. Rappresentava il sole fin dagli antichi egizi e viveva in un'isola primordiale, culla dell'amore e della giovinezza eterna, l'agognata isola che non c'è. E' un'isola in cui tutti sogniamo di vivere essendo, nei secoli, il nostro mondo sopraffatto da nefande progenie. L'invivibilità delle nostre terre ha inquinato un progetto chiamata Paradiso. Adesso il sogno di vivere una vita serena, ci aiuterà a dimenticare ogni malvagità. Molto sentita questa lirica è un canto che pennella un forte desiderio reclamante redenzione.

Anna Maria Scamarda3 dicembre 2012

La fiaba aiuta i bambini ad elaborare la realtà e a stimolare la loro fantasia grazie all'intervento dell'adulto, quando in essa esprime il bene e il male con la morale di fondo che è sempre tesa a promuovere il bene. Una fiaba molto bella. Elegante nello stile e nella forma poetica. Complimenti!

Elle4 dicembre 2012

Lodevole poesia di versi dolcissimi che incantano. L'isola che non c'è... eppure la vorremmo tanto, così ognuno di noi la immagina personalizzando i propri desideri. Il sogno che ci accompagna ce la fa vivere durante il viaggio... e l'inafferrabile e davvero tanto bello.

Marisol587 dicembre 2012

Un forte desiderio che la terra ritorni ad essere quel Paradiso creato da Dio nel quale l'essere umano possa finalmente riconoscersi creatura amando e rispettando tutto quello che lo circonda. Splendida poesia.

Giacomo Scimonelli10 dicembre 2012

intensa e malinconica Poesia dove la sensibilità dell'Autrice riesce a coinvolgere il lettore... condivido tutti gli interventi degli amici e delle amiche che mi hanno preceduto... aggiungo i miei complimenti per l'eleganza e la scorrevolezza dei versi...

Antonio Biancolillo7 febbraio 2013

L'isola che non c'è...o che non vogliamo avere... visto che l'uomo riesce sempre a devastare quel dono così grande che ha avuto... Ora più che mai... si sente quel bisogno di ritrovare quell'oasi di pace di un mondo diverso... un voler riprendersi quella perfezione di ogni cosa... quel paradiso che è sempre stato a nostra disposizione... per ricominciare a respirare quell'aria senza malvagità dentro ogni orizzone davanti ai nostri occhi... Un sogno che è di tutti... quell'isola che non c'è... Molto apprezzata...