"Nemmeno un indugio"
Stefano Drakul Canepa
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sogni di terra
se il cielo ferisce
ogni promessa
Lui disegnava graffi e delitti
nelle ore cieche del giorno
e tu nemmeno guardavi
rami e lune in controluce
Il buio amplifica le cose
e di notte il vento soffiava
via ogni nota di cobalto
ogni cosa che fosse dolore
Lui gridava piaghe di terra,
era la sua guerra di sabbia
un deserto che cresceva
fra il tuo seno e il metallo
L'oscurità nasconde le cose
e di giorno volava traccia
di te che non eri nulla
se non un grembo fra le dita
Nemmeno un indugio svaniva
le ombre del volto sperato
e le vene aperte a delirio
di goccia svanita negli anni.
Lui disegnava piccole ferite,
sui tuoi occhi ancora chiusi
per non vedere.
©
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (1)
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Donatella Pezzino26 novembre 2012
Ogni verso è un graffio che s'imprime sul cuore, un'immagine vivida e coinvolgente che trascina in un vortice di forti sensazioni . La violenza sulle donne, tema delicato e bruciante, è trattato qui con estrema sensibilità e realismo. Plauso ammirato.

