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Riflessioni 26 novembre 2012 · lettura 4 min · 4485 letture

L'Anticristo

Massimiliano Zaino 1199 poesie pubblicate
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Io sono quegli ch’è luce di tenebra, saggio ignorante e stolido atòmo, e sono la flebile carne d’un uomo che mente... e irride le posse del Ciel; e son la furia del caos primordiale, sono le stelle più oscure, e mi vanto di quest’assillo che m’agita tanto... santo non sono, ma sono crudel. Io sono quegli che strepita e dubita, corpo che spira... e vita ch’è sazia, e non mi cale sapere di grazia... del Ciel... dell’anima che vive e muor; e sono libero nel bieco mio ordine, e son l’amore - l’amore ch’irrido... che struggo - e sono l’indocile lido per lui che naufrago ha l’Odio nel cor... e son la rosa che muore appassita poscia un sol giorno d’impavide nozze, e son le forme dell’orge più rozze, e son la morte di gioja e piacer. Io sono quegli ch’uccide una fola, son l’assassino del fragile Empiro. Chi è Dio? Chi è Dio? Una menzogna, un deliro... turpe vergogna d’un lento sentier; fier sono e tanto... e sono la vera meta d’un essere sorto dal Nulla, e sono un’ombra che canta alla culla sogni ed incanti che poi struggerò... e son il libero, dolce pensiero... son libertade che l’uomo incatena, mille opinioni che scorrono in vena, e sono ‘l solo che ‘l vero offrirò. Io sono quegli che libera ‘l mondo, foco d’Inferno nascosto tra’i fiori, e sempre rido dinnanzi ai bei cori che mesti e illusi inneggian al Signor; e sono Satana... l’ignobile Angiolo che un giorno cadde dal limpido niente... e sono l’unica superna mente, sfere dei cieli commossi in furor. Io sono quegli che l’ôr delle chiese vuol ridonare ai miseri oppressi, e son la sete dell’avide messi, sogno possente di gloria e poter; e son la terra che copre la fossa mesta e comune de’i prossimi santi, e son lo sgherro che crudo fa infranti i ligi volti che denno cader... e son rivolte di popli indecisi, serica serpe che strugge i deserti e voglio tôrre ai regi i lor serti perché dell’orbe son l’unico re... e son l’ignuda fanciulla che porge l’insano ventre al maschio desiro e sono ‘l flebile, dolce respiro d’un puro feto che strugger si fè. Io sono quegli ch’uccide l’ovile, e son le grida de’i piccioli armenti... e sono un padre che mille tormenti volge ai figliuoli; e tanto mi beo d’esser crudele con ogni famiglia, e son la madre dannata al ripudio... e sono in questo l’assiduo preludio del niente oscuro... del Nulla che creo... e sono ‘l Genio che al settimo giorno anco disdegno di starmene in requie e son migliore d’un Dio cui l’esequie assisto allegro tra’i biechi delir... e sono l’unico senno ch’inventa, che l’orbe aggioga all’alta sua legge... e son la libera furia che regge di lui che muore un ultimo spir. Io sono quegli che gonfia di nebbie gl’aspri sepolcri e l’arido ossame, e sono un verme che placa la fame col muto cenere del fosco avel; e son la Notte, tremenda e infinita, ove si lagna la nottola truce, e son chi nega la debile luce all’orbe infame schiacciato dal ciel... e son lanterna che brilla di giorno, e che di sera si spegne e si stanca... e son l’oscuro che d’olio pur manca, e son la Luna che tosto morrà... e sono l’Odio... la guerra... le stragi, fedi impazzite nel cor di menzogna, e in questo male non provo vergogna, né questo core riserbo saprà. Io sono quegli che mente sublime, io sono quegli che in cor non ha tema; eppur mi naviga l’alma che rema sull’acque sante, su’i Ciel del Signor... e muto scorgo che ‘l Nulla cui miro indarno grida pel mondo in tumulto, e presso a morte men sto... e m’occulto, ma mi raggiunge lo stral dell’Amor.
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L'autore
Massimiliano Zaino

Saluti a tutti i lettori e a tutte le lettrici. Sono nato nell'agosto del 1988. Già dai primi anni di scuola ho sviluppato una vocazione per le materie umanistiche... vocazione questa che è impetuosamente esplosa nell'ultimo anno della Terza Media e nel primo anno di Ginnasio del Liceo Classico. Appassionato di Stori

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