Di Glicine e Luna
Maria Grazia Vai
701 poesie pubblicate
+ Segui

Ci ritrovammo sulla soglia del risveglio,
sussulto di un giorno
addormentato sul letto degli aironi
Le sue ali muovevano le stanze
e le mie nasse di poesia
col pudore di un silenzio
che placava la tenerezza dei pesci
quasi fossero del vento
l’ora tarda di un sorriso tra i capelli e le carezze
di un ricordo
Lo stesso che odorava di sale e miele
e si lasciò imbrigliare
dove ogni conchiglia divenne spazio e sentiero.
Quasi fosse la corda
che il vento sospinge dal cuore al cielo
-e dal cielo al guscio dell’anima,
per dare voce ad un respiro
che divenne luogo e nodo di un riflesso
tra le stanze
sporche di sabbia e colori
Sogni ed eco di un domani
che innamorandoci, si finge l’ultimo
Per poi farsi catturare dall’abbraccio
del tuo sguardo
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Maria Grazia Vai
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Nadia Mazzocco30 novembre 2012
Mille applausi alla autrice che coglie l'essenza delle sue emozioni e la trasforma in una stupenda lirica.
Duilio Martino30 novembre 2012
Alcuni passaggi sono davvero molto poetici ed affascinanti in questa splendida poesia... che coglie l'essenza... di un amore. Apprezzatissima!


