591 lettori online · 358.738 poesie · 7.574 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Home Poesie Fantasia
Fantasia 30 novembre 2012 · lettura 2 min · 1222 letture

Tutto finiva sempre in pozzanghere

Giovanni Perri 487 poesie pubblicate
+ Segui
Eravamo altrove forse eravamo sempre e soltanto lì in quell'azzurro dove - lì in quel verde- finiscono i nomi ed era più che un dire un pensare se si poteva in quelle forme sospendersi fino a morire oppure si poteva camminare -sulle mani- che un po' era come scrivere -dormendo- di quelle notti liquide corsive paniche Eravamo cosa se il cielo è ancora un vuoto sterminato per questi alberi e ancora sulle dita ci crescono le idee -colori- forse, di sabbie invisibili cimiteri in bilico sulla collina quasi foglie a scomparsa ore secondi secoli dentro le scarpe occhi incollati ai muri fogli Eravamo a due passi dal tempo Ignari piovaschi follia che ci tremava addosso oltrepassava l'acqua ci annusava e ambiva ma Tutto finiva sempre in pozzanghere Di un uomo resta appena qualche frase un prospetto del mondo un modo di posare i figli sulla terra di negarla ma io qui col mio fedele ossicino scolpito con il mio vuoto coro di numeri qui continuerò a soffiare e ingoiare finché avrò strada nelle mani e vento alle canne dei piedi
♥ 0 💬 1
© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Giovanni Perri

Il lettore deve sapere, leggendomi (leggendo questa non-biografia dalla quale estrapolo che nasco a Napoli e ci vivo col pregio d’arricchirmene fino a smarrirla) che un po' della mia poetica (ammesso che sia tale) risponde al desiderio, non del tutto cosciente, d'allargare il mio ipotetico dolore, la mia svagata gioia

Tutte le opere →

Commenti (1)

Accedi per lasciare un commento.Accedi
EnzoL2 dicembre 2012

in questa tua, non mi soffermerò con un semplce sì, nulla da togliere ai sì dei colleghi, ma sento il bisogno di esprimermi in modo più eloquente, poiché il disagio di cui narri anche se 'fantasia' credo che sia un disagio a voce comune. in quegli eravamo, tante idee che crescevano dalle dita, ma che finivinano in pozzanghere ci vedo tutti i sogni e l'energie che in tempi fanciulli nascevano in modo naturale, ma che per l'acerba età non avevano frutti, e poi? cosa è cambiato poi? in pratica quasi nulla, anche se non più acerbi, tutto è rimasto pozzanghera, semplici soldatini di plastica che fanno ciò che devono, fai bene a soffiare fin tanto che ci resta voce! dovrei scriverne di più, ma 750 caratteri, sono un'ingiustizia per questo testo