Delirium
Inchiodato, senza vie d'uscita,
percorro i vicoli bui della memoria,
volti luminosi come neon,
insegne proibite, proibiti discorsi,
cuori lampeggianti e poi spenti,
labbra chiuse nascondono aliti,
vibrazioni inutili in strada,
baci adolescenziali,
camuffati saluti,
cartoline da mille mondi,
e poi il mio, grigio polvere,
giallo limone, del colore che vuoi,
telefoni muti e display neri.
Letto, astronave per il nulla,
noia, dolore e sapore di lacrime.
Tre e mezza, suona campana suona,
musiche eteree, concreti rumori,
anime volanti come uccelli,
cuori striscianti come vermi,
e poi, poi io, verme volante
o uccello strisciante, non so, no,
non saprei, poca anima per volare,
poco cuore per strisciare,
poco per essere, tutto per soffrire.
©
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L'autore
Paolo Maggioni
Sono nato nel 1975, in una famiglia operaia nella provincia di Milano, la mia vita scorre tra poesie e stupidate giovanili fino al 1994, quando un incidente porta via mia sorella maggiore. Da quel giorno la mia vita è stato un continuo rincorrere la serenità, trovata e persa mille volte grazie ad una convivenza nata b
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