Fiordalisi
Maria Grazia Vai
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S’accende così
come fosse finestra d’altri
lo sguardo triste di settembre
Non un giorno si muove
mentre tutto apparentemente
resta appeso al cielo
insieme al tuo cappello
Un balcone rimasto chiuso
delimita i contorni della pioggia
e di vecchie strade ancora assorte
a contemplare il mare
Quelle stesse dove tu
-eri e sei- l’odore inconfondibile del mosto
ed io la neve sul melograno
E’ là che ascolto i tuoi passi,
tra filari di nulla
che non sanno tacere
e una soffitta vuota che barcolla
Laggiù, dove la musica piove dai vetri
mentre ascolto l’estate sciogliersi
dietro una pozza d’occhi
A tratti il vento, a tratti le risa lontane
e un silenzio che ondeggia ancora
e ti porta via.
©
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Maria Grazia Vai
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