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Riflessioni 2 dicembre 2012 · lettura 1 min · 3693 letture

Assenzio

Patrizia Ensoli 1223 poesie pubblicate
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Percussione di un dolore scelto e viziato nella tangibile espressione di un serpente meraviglioso verde fluido veleno tangenziale, dove scorre lento sfuocato come fari di macchine, sull’asfalto bagnato luci di un presepio in movimento nell’attesa di un senso di promessa oblio argentato dal qualcosa, al di più e stare dentro al viaggio attraversando il tempo, una terra verde goccia a goccia inebetiti dall’impiego avvelenandosi
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Commenti (11)

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P
Paolo Morganti2 dicembre 2012

In un presepio tutte statuine, ad ognuno il proprio compito una scenografia per un modello di vita all'insegna della buona volontà con virtù teologali e cardinali, al progetto di scenografia già predisposta si contrappone vita enfatizzata dalla euforia dell'asssenzio che stravolge i ruoli e sconvolge l'ordine precostituito delle cose. "Artemisiaca".

EnzoL2 dicembre 2012

ci sono passaggi che mi hanno veramente colpito (bella tutta ovviamente) ma: fluido veleno tangenziale, dove scorre lento sfuocato come fari di macchine, sull'asfalto bagnato . trovo che sia una poesia breve dentro la poesia, e mi permetto di aggiungere di alto livello, bella di più

Forse un dolore ricco di nostalgie, che mentre avvelena regala estasi e illude di speranze. quel serpente verde quasi lo si sente strisciare dentro, percorrere vie contorte su cui lascia una sottile angoscia. molto coinvolgente pur nel suo ermetismo

Cinzia Gargiulo3 dicembre 2012

La vita può essere un viaggio duro durante il quale, nostro malgrado, si assorbe goccia a goccia veleno... Poesia intensa, molto incisive le metafore usate.

Idalgo Visconti3 dicembre 2012

Nell'illusione della vita, che inesorabilmente ci delude avvelenando i nostri giorni che si susseguono, seguito dal serpente della delusione e del dolore. Vita, dove l'unico motore per continuare è la (promessa) la speranza, che nella triste ed inesorabile sorte del nostro quotidiano, viene avvelenata, goccia dopo goccia... Bellissima... Triste nel contenuto, grande nella forma.

C
Chiara843 dicembre 2012

E' banale probabilmente, ma se penso all'assenzio vedo di conseguenza anche un poeta, un poeta maledetto. La mia visione del vero poeta è questa e queste note le ho immaginate perfettamente, come se le avessi di fronte. E' avvelenandosi che crei le tue opere migliori. E avvelenarsi non vuol dire principalmente bere assenzio, ma anche leggersi dentro. E questo potrebbe dare effetti più gravi.

Paola Galli3 dicembre 2012

...quel dolore scelto e viziato,... come un serpente insinuato che quasi non temiamo ma che convive con noi rilasciando il suo veleno ogni giorno un pò, lentamente lasciandoci avvelenare quasi senza reagire, lasciandoci andare aspettando... la promessa di un miglioramento, ci lasciamo stordire!!

Donatella Pezzino3 dicembre 2012

Il dolore come un veleno lento, crudele eppure affascinante come un serpente... una goccia che ci uccide piano piano, segretamente, in un senso di attesa che non finisce mai... una lirica di spessore, davvero molto bella.

Alberto De Matteis3 dicembre 2012

Nella nostra vita, ognuno di noi, suo malgrado, si può trovare su un terreno minato, dove qualche serpente può iniettare il suo velenoso assenzio. In questi casi, per non rimanere invischiato nella sua rete, conviene prendere il largo e l'unico consiglio è quello di Dante: non ti curar di lor ma guarda e passa. Lirica intensa e profonda piaciuta ed apprezzata. Complimenti.

C
Colomba3 dicembre 2012

Lirica incisiva di metafore profonde, cosa è la vita? Note di felicità,di desideri, di giustizia e di pace contrapposte dalla realtà quotidiana, sorbendo veleno goccia a goccia assuefacendoci fino alla morte.

carla composto4 dicembre 2012

intensa. lirica ... bella metafora forte come veleno... molto appprezzata