La soglia

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s'ode nel silenzio del dolore l'ultima nota quasi sgraziata nascosta in gola coperta dall'urlo di ribellione muto inciso dentro il fiato...
un dolore profondo, una intimità che vorrebbe palesarsi ma che, pudica o stanca, rimane nell'oblio, oltre una soglia che il piede umano non può varcare...(piede umano, o piede di un uomo, incapace di capire il dolore che provoca o che potrebbe alleviare?)... Triste e malinconica, al punto da sembrare fiabesca. I versi rimandano ad una atmosfera ovattata e lontana nel tempo, nella quale l'autrice è abile nel costruire il proprio mondo, fatto di immagini crude, forti, ma che a tratti lasciano trasparire una grande dolcezza (si veda la contrapposizione tra le "marce su pattini d'acciaio" e la "candida ingenuità della fanciulla"). Molto suggestiva!

