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Riflessioni 3 dicembre 2012 · lettura 1 min · 1515 letture

Dura poco il piacere

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giovanni bagnariol 123 poesie pubblicate
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Muore il piacer più lesto che la vita ed ora che disgrazia d'invecchiare m'affatica, con affanno inseguo i fantasmi del passato, sulle reliquie del mio goder smaniando come bimbo senza mamma disperato. Mi ostino a suggere invano, fantasticando, di quei ricordi smunti il sapor che più non hanno. Occluse son le vie per cui scorrevano umori zampillanti... e di bramosa voglia il cuor batteva in fiamme! Più non germoglia dalle zolle del mio carro cigolante, primavera, né spiga che buon seme sparga, né stilla di rugiada a rinverdire il rattrappito stelo.
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L'autore
giovanni bagnariol

Nativo di Pordenone. Diplomato in mat. Magistrale, ho frequentato Facoltà di Magistero a Padova. Ex Ins. di scuola elem. Opere scritte: "Perchè credo alla vocazione di mia figlia" (inedito) . "Scuola e società", "Verità e libertà (incompiuto). Hobbys: suonare la chitarra (alcuni anni fa anche la tromba)coltivare l'or

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Commenti (9)

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Rosita Bottigliero3 dicembre 2012

la vita che m'affatica... parole verseggiate in un'armonia di piena consapevolezza. Complimenti

Donatella Pezzino3 dicembre 2012

Rimpianto per la dolcezza spensierata della gioventù che ci accarezzava come un dolce vento primaverile accendendo di passione ogni più piccolo sogno... versi malinconici che arrivano al cuore in punta di piedi, con un poetare delicato e gentile.

Midesa3 dicembre 2012

armonia di versi per un corollario di rimpianti... molto apprezzata

Francesco Rossi3 dicembre 2012

La poetica di questo autore riesce a scompaginare i lughi comuni e in un tripudio di versi lancia il suo pensiero aperto al lettore che gusta questo stile poetico di grandissima qualità.

Alberto De Matteis3 dicembre 2012

"Piacer figlio d'affanno; gioia vana..." scriveva Giacomo Leopardi. Convengo con l'Autore quando asserisce che il piacere dura poco, soprattutto se si tratta di un piacere che non sia interiore, ma dico anche che ogni età va vissuta nel migliore dei modi, anche la vecchiaia, senza alcun rimpianto per il tempo passato. E sono altrettanto certo che ci saranno altre primavere, altre spighe ed altre stille di rugiada a rinverdire il rattrappito? stelo. Comunque una lirica stilata in maniera eccellente, intrisa di tristezza e di tanta nostalgia, molto piaciuta ed apprezzata. Complimenti.

Sara Acireale4 dicembre 2012

A mio modesto parere in questa lirica triste e nostalgica noto una raffinata stesura di versi che scorrono armoniosi sulla pagina per imprimere perle d'emozioni al lettore e arrivare direttamente al cuore...

bella introspezione, mette in risalto una grande verità: l'ostinazione di voler viver l'età che si attarda come quella giovanile, o quanto meno d far rivivere i ricordi col coivolgimento della realtà presente. Molto tristemente dobbiamo prendere atto che la vita muta il suo palcoscenico nell'evlversi delle sue stagioni. un'accorata nostalgia pervade questa bella lirica

Duilio Martino9 dicembre 2012

Profonda lirica introspettiva che mette a nudo tutta la difficolta di vivere qundo avanzano gli anni. Si! versi belli, scorrevoli ed inncalzanti che chiudono, a mio avviso, magnificamente!

Chiara Vacchieri9 gennaio 2013

Lungo quello stelo rattrappito scorre ancora il sangue di chi sa provare emozioni vive, sentimenti veri . e questo, a mio parere, vale molto più del saper godere di un effimero piacere che in una stilla si esaurisce e muore. Piacevolissima.