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Amore 4 dicembre 2012 · lettura 1 min · 3891 letture

La prima dicembrina

omissam 412 poesie pubblicate
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Non so più che ora è stata... divago di me dei miei parossismi degli infiniti riti liturgici affranti spicchi a pezzi limoni mai aggiunti parole sempre da dire ridire disfare disfacimenti del mio essere ambiguobsoleto dieci spanne dietro i tuoi occhi così lungi e miranti da non vedermi... faccio finta di me di vivere il possibile statua dopo statua attimo dentro attimo minuti impossibili da rendere quasi che il tempo (non più così mio) indietreggi sulle mie insolenze da barbiere levantino come se lui metronomopposto sfiguri i miei giorni gelatandoli immani macerie calpestabili... ricostruisco me mattoni cartonati sagome dai denti aguzzini spiagge desolanti ombrelloni che volano via... calcolo l'imu dell'amor sfuggente acconto pusillanime soldato al saldo la cifra è perenne periodica il resto dei giorni senza te calcolando le frazioni di noi è incalcolabile... non guardo più l'orologio
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L'autore
omissam

siiiiiiiii, narcisista son!!!!!!!!! sguazzo nella cupidigia del mio essere, m'accarttoccio intorno al mio super-io, convinto e stantio........navigo su velieri di me , su autostrade a mie corsie , su ospedali farciti di letti miei. narciso diserbante,offusco ragioni negando le mie. IO , narcicasinista, ondeggio su maro

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Commenti (4)

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Rosita Bottigliero4 dicembre 2012

Interessante lirica di riflessione. In ogni cosa... Manca l'amore che non guarda più al tempo. Bella.

Laura Chiarina4 dicembre 2012

Ritmo, andamento incalzante... originalità espressiva alla quale ci hai "abituati" ... per una Poesia dallo sguardo lucido, forse impietoso sul sé. Chiosa molto bella con quello - se vogliamo - schiaffo al tempo.

Grazia Bianco4 dicembre 2012

Già non guardare più l'orologio, restare lì in attesa che le scadenze siano tramutate in mareggiate... ed annaspare tra esse per sentire la presenza desiderata...

klery Bottigliero4 dicembre 2012

Lasciare che l'orologio vada avanti da se e ricordarsi di... amare.