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Introspezione 6 dicembre 2012 · lettura 1 min · 5402 letture

Gli imbranati

A
Antonio Terracciano 1000 poesie pubblicate
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Un tempo gli imbranati e le imbranate trovavano rifugio in un convento, dove a volte la fede era un evento d’improbabili e incerte coordinate. Lo facevano forse soprattutto per evitar sorprese ed incombenze che la vita riserva, le inclemenze d’un mondo vario, spesso alquanto brutto. Avevano bisogno d’una guida, d’un punto fermo, di sicura sosta nella corsa terrena, che assai costa a chi non ha tendenza per la sfida. La moda dei conventi ormai passata, si videro col tempo gli ufficiali, poliziotti, insegnanti, gli statali chiedere asilo a vita programmata. Ed io, che d’imbranato spesso ho avuto più d’un aspetto, non so stare senza le regole del verso, cui assistenza con fiducia domando, chiedo aiuto.
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Non so se ai miei pazienti lettori sia mai capitato di sentirsi chiamare imbranati. A me è successo una volta (poi chissà quante altre volte altre persone l'hanno pensato, senza dirmelo...) Fu un episodio abbastanza divertente, quasi "fantozziano", che mi fa piacere raccontare.
Ero militare a Cagliari, nel 1974, e facevo il C . A . R . da circa un mese. Ci portarono per la prima volta a sparare con il fucile contro delle sagome in un posto periferico della città, circondato da collinette rocciose. Quando il capitano (un palermitano a suo modo spiritoso, che ci chiamava "rèquite" anziché reclute e che, quando bisognò fare la fotografia, disse: "Andiamo a farci fòtere! ") diede l'ordine, anch'io sparai, sicuro di aver colpito la sagoma, ma, forse a causa del forte rinculo, la traiettoria risultò alquanto deviata. Un attimo dopo sentii la voce del capitano che testualmente diceva: "Chi è quell'imbranato che ha sparato alla roccia? " "Ah, ah! Chissà chi sarà quell'imbranato? ", dissi al tenente (un sardo gentilissimo) che era dietro di me. "Guarda che sei proprio tu quell'imbranato! ", mi rispose piuttosto preoccupato, e continuò: "Fa' finta di niente, ma al prossimo tiro fa' sparare a me: il capitano non se ne accorgerà! " Infatti non se ne accorse, e così il tenente raddrizzò la mia situazione (e la sua) . Per fortuna, la settimana seguente me la cavai piuttosto bene con il lancio di un paio di bombe a mano...9 novembre 2015
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L'autore
Antonio Terracciano

Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'

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Commenti (2)

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Duilio Martino16 dicembre 2012

Cosa certa è che non hai bisogno d'assistenza nel verseggiare in metrica e in rimare. Complimenti!

Ettore Salamena9 novembre 2015

Bella metrica nel verseggiare che sol una volta ho provata se non erro è rima incrociata ed è quella che più mi piace! . Elogio squisito alla trama dolce il motivo musicale di cui spesso il poeta s'avvale e il rimare spesso richiama!