Gli imbranati
Un tempo gli imbranati e le imbranate
trovavano rifugio in un convento,
dove a volte la fede era un evento
d’improbabili e incerte coordinate.
Lo facevano forse soprattutto
per evitar sorprese ed incombenze
che la vita riserva, le inclemenze
d’un mondo vario, spesso alquanto brutto.
Avevano bisogno d’una guida,
d’un punto fermo, di sicura sosta
nella corsa terrena, che assai costa
a chi non ha tendenza per la sfida.
La moda dei conventi ormai passata,
si videro col tempo gli ufficiali,
poliziotti, insegnanti, gli statali
chiedere asilo a vita programmata.
Ed io, che d’imbranato spesso ho avuto
più d’un aspetto, non so stare senza
le regole del verso, cui assistenza
con fiducia domando, chiedo aiuto.
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L'autore
Antonio Terracciano
Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'
Commenti (2)
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Duilio Martino16 dicembre 2012
Cosa certa è che non hai bisogno d'assistenza nel verseggiare in metrica e in rimare. Complimenti!
Ettore Salamena9 novembre 2015
Bella metrica nel verseggiare che sol una volta ho provata se non erro è rima incrociata ed è quella che più mi piace! . Elogio squisito alla trama dolce il motivo musicale di cui spesso il poeta s'avvale e il rimare spesso richiama!

