Perchè
Daniela Dessì
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Perché trangugiare bocconi amari,
mandarli giù di traverso,
rigurgitando la rabbia
che ribolle dentro
nello stomaco sconquassato?
Perché digerire
il pane raffermo e
tastare la vita
saggiando a malapena
il retrogusto insipido?
Perché guardare avanti e
non riconoscersi uomini,
ma larve di resti umani
striscianti sulle pareti d'ignominia?
Noi gli appestati,
tese le mani al secol mendace,
prostrati in adorazione,
inneggiamo al vitello d'oro!
Gravida, incede
la giovenca avvenente
dai fianchi opimi,
con far superbo
e movimenti sinuosi...
digrignando i denti,
il popol magro
l'attende al varco
intanto che,
tenuto a stecchetto,
rumina crusca e radicchio secco!
Siam roditori,
rosicchiamo la vita a piccoli morsi,
avanzi putridi,
infettati dai virus di un'epoca insana
che espelle
tossine contaminanti
l'aria e l'acqua...
quel che uno ingolla
è cibo avariato:
parassiti incalliti
intorbidano il quieto vivere
dissanguano il pianeta,
iniettano di veleno l'umanità!
©
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L'autore
Daniela Dessì
Amo la poesia, la profondità del sentimento che ispira, quel tocco magico che vivifica ogni cosa, imprime la vita all’inanimato, nobilita l’effimero inconsistente che si confonde col nulla. Forse si nasce poeta o forse no, pochi lo sono veramente col cuore, hanno la capacità di leggersi dentro e guardare al mondo
Commenti (1)
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Francesco Rossi10 dicembre 2012
La poetessa infrange con l'amore la resistenza pietrificante del mondo.

