La soffitta

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Allora: l’incipit incanta (adoro la nebbia); la seconda strofa intriga (finge ... rosicchiando); la terza è esplosiva (s’illumina di fiori … profumo che non c’è); la quarta sublime (passi come coda di cane); poi c’è quella parentesi …; poi la penultima bellissima strofa (la luce tarlata, l’odore buono delle case, si prova il canto per chi dovrà tornare); e infine la notte, coi “ragazzi scaltri quasi adulti che tirano calci alle ore” e l’impennata finale con quel campanile … Accidenti, cosa commento? Se la copiavo tutta era lo stesso! Una poesia così è proprio da tenere. Fiocco, segnalazione, urlo alla redazione, stampa, cornice, … Quasi quasi me la piego in otto e me la porto dietro nel portafogli. HO RESO l’IDEA?
Già il titolo "La soffitta" mi ispira un senso di malinconia, di ricordi ...in quell'ambiente accantoniamo cose che fanno parte del nostro passato, che magari ogni tanto, quando siamo presi dalla nostalgia, andiamo a rspolverare (come questa bella poesia).Complimenti


