Dal cielo fin giù sulla terra, cade!
Scende leggera copre la sabbia rovente
la folla si cheta finalmente,
mentre si posa sul deserto di bianco lo copre
stupisce, mansueta la gente raccoglie la coltre.
Bianca, soffice non sa di niente
non è neve che si scioglie
non è lana caprina che scalda,
si mangia ma non sfama
è un dono ma non piace;
Mormorio, malcontento serpeggia
morde e avvelena falcidiando increduli uomini
alla destra un caduceo ermetico
serpente aureo che tocca i morti
alla vita! Alla vita! Risorti!
Aspetto il turno
non vedo l'ora che le Tue labbra
le mie prendano,
dolce questa attesa inventata,
attendo che piova!
Dal cielo scendono tanti soffici baci,
anche fossero senza sapore, li voglio!
Ché non sarei sfamato e morirei senza
la manna.
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Commenti (2)
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Citarei Loretta Margherita6 dicembre 2012
un testo molto originale, con belle metafore, gradevolissima
Giacomo Scimonelli8 dicembre 2012
la dolce attesa verseggiata con originalissime ed attente metafore che nell'originalità dell'Autore trovano spazio e conferma della sua sensibilità verso tutto ciò che riguarda l'AMORE...
