1812 - Una Ronda
Massimiliano Zaino
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Viene la Notte. La steppa sta muta.
I pioppi sono spogli
e ‘l cielo che tu cogli
è cupo e bieco... e niveo è ‘l suo cor.
Or vai silente, o candida Luna...
nascosta... eppur bionda
tra l’egra nuvola ch’alita bruna
sul suol, vai colla ronda.
Onda di mistici nembi è ‘l tuo volto,
le nevi son dolori;
qui spirano i bei fiori...
le rose e i gigli... e ‘l tremulo Amor.
Regna la Notte. La terra si lagna.
Le querce sono ignude
e ‘l gufo non c’illude
quando lamenta quest’aër che muor.
Fuor, senza un tetto, raminghi marciamo
avvolti ne’i mantelli;
e tra le torbide nevi moriamo
qual stormi degl’uccelli.
Belli i recordi de’i tempi che furono...
la guerra ci corrode;
non sona che una lode
indarna e trista pell’empio valor.
Urla la Notte. S’inquieta la ronda.
I rivi son di neve
e ‘l ciel altro non beve
dal nostro petto che ‘l gelido cruor.
©
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L'autore
Massimiliano Zaino
Saluti a tutti i lettori e a tutte le lettrici. Sono nato nell'agosto del 1988. Già dai primi anni di scuola ho sviluppato una vocazione per le materie umanistiche... vocazione questa che è impetuosamente esplosa nell'ultimo anno della Terza Media e nel primo anno di Ginnasio del Liceo Classico. Appassionato di Stori
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