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Uomini 9 dicembre 2012 · lettura 1 min · 5491 letture

Anni fallici

omissam 412 poesie pubblicate
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Ho bisogno di sentirmi ancora... annuisco su Bòll vi leggo me avvolto nel disimpegno ostruito fagocitato nel bosco tardivo di un clown di periferia nella miseria dei fallimenti ciclopici nel desiderio di essermi esserci sempre sul fuoco dilemma del mio vivere oltre ogni irragionevole dubbio... perché spandermi così spendermi nei meandri agrodolci dell'impudicizia latente delle idee da offendere da conquistare da rubare al meglio che già vi era stato al tutto già fatto solo per vedere se son vivo anch'io... io perenne di me anni migliori spersi nei dedali della ragione compiuta senza venirne a capo per assuefarsi all'idea briccona del mi basto da solo no non è così la liturgia della vita è fallace son così piccolo che scompaio mini granulo sabbioso granchio senza chele il peso di sopravvivere mi sovrasta l'insolvenza concettuale m'attanaglia domande senza risposte m'accasciano al profumo di quel che avrei potuto senza aver forza per perpetrarlo... non mi volto indietro parellelo i miei occhi al debito incredulo del futuribile
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L'autore
omissam

siiiiiiiii, narcisista son!!!!!!!!! sguazzo nella cupidigia del mio essere, m'accarttoccio intorno al mio super-io, convinto e stantio........navigo su velieri di me , su autostrade a mie corsie , su ospedali farciti di letti miei. narciso diserbante,offusco ragioni negando le mie. IO , narcicasinista, ondeggio su maro

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Commenti (7)

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carla composto9 dicembre 2012

rendersi conto della nostra caducità...di quanto si può essere fragili, nonostante a volte ci si possa sentire, il contrario... ottima lirica il descrivere a nudo la nostra vera essenza... sempre un piacere leggere questo bravo poeta... ps così l'ho intesa...

Rosita Bottigliero9 dicembre 2012

Descrizione del nostro essere ... non vediamo cosa c'è dietro ogni nostra maschera... bella interpretazione.

elena rapisa9 dicembre 2012

Le nostre insolvenze ci premono addosso e annaspiamo nel nostro non compierci. La vita è matrigna verso chi l'ha bevuta in sorsate rapide, ma rimane la coscienza di ciò che avrebbe potuto, di ciò che credevamo lecito, a noi dovuto. Il clown sorride dietro la cortina fumogena dei sorrisi dipinti. Tirare i remi in barca a volte è faticoso e penoso. Ma bisogna farlo affinché la barca rimanga ancorata e poi... si esiste...

Grazia La Gatta9 dicembre 2012

Bella e veritiera analisi profonda del proprio essere. Apprezzata.

Alberto De Matteis9 dicembre 2012

Una vera, sincera e bella confessione della propria esistenza fatta da tante sfaccettature. Bella riflessione piaciuta ed apprezzata tanto. Complimenti.

Splendido Leotta Michele10 dicembre 2012

s'interpreta esternazione di vita in questa circoscritta dove l'emulazione ci comprime dentro un sipario di fragilità umana, ...notevole Poesia, molto apprezzata

Angela Fragiacomo12 dicembre 2012

la liturgia della vita è fallace... e già su questo verso si potrebbe dire tutto e il suo contrario... e così è l'essere umano: tutto e il suo contrario, nel corso della sua esistenza, e prima lo impara sulla sua pelle, meglio affronterà questo magnifico e mirabolante oltre che imprevedibile viaggio, ch'è la vita... nulla nasce nulla muore tutto si trasforma, insomma, e l'uomo è bianco- nero e tutte le sfumature di grigio e tutti i colori dell'arcobaleno, e conoscersi è il viaggio più meraviglioso che possa fare, tenendo bene aperti gli occhi, così come pare fare l'autore di questi versi, così crudi e affettuosi insieme, verso un sé tutto sommato compiacente e ben consapevole... in poche parole... piaciuta, sì