''La fanciulla''
Flavio Uldanc
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Benedetta la freschezza del suo corpo
ed i suoi occhi, raggi di luce
dolce e brillante
che potenti mi folgoravano il cuore!
Delicate, le sue mani mi frugavano dentro
inebriando i miei pensieri come vino
e non c'era croce al mondo
capace di strapparmi alla beltà che m'opprimeva
Getterebbe la mia anima in un rogo
l'adorata, la viziosa,
riempendo i cieli e le notti
della sua effimera bellezza
Quanti sogni nelle tasche,
quante speranze giù nell'intimo
han visto gli occhi miei
quanto aspro dolore dentro al petto!
Quella fanciulla,
in quei silenzi, mi baciava
e si spogliava, pezzo a pezzo
come una Venere timida e bella
Quanti sogni m'ha preso, la diletta!
Per lei ho rinunciato, folle
ad altri cento viaggi ed alla Luna
a delizie nuove, alle sere ed ai mattini
Quanto ardore già bruciato
nei giacigli di quell'acerbo amore,
quanti versi scritti ed imbrattati
con l'inchiostro del mio sangue!
©
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L'autore
Flavio Uldanc
''Nato a Cecina (LI) da ''Bolgheri, Castagneto Carducci il 25.06.1968, da genitori sardi, vivo dal '70 in Sardegna, ad Alghero (SS), ridente cittadina sul mare dal dialetto e le tradizioni catalane, risalenti alla dominazione spagnola, dove lavoro facendo il marinaio. Amo scrivere fin da bambino e in particolar modo p
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