Poesia n. 100
Il lettore deve sapere, leggendomi (leggendo questa non-biografia dalla quale estrapolo che nasco a Napoli e ci vivo col pregio d’arricchirmene fino a smarrirla) che un po' della mia poetica (ammesso che sia tale) risponde al desiderio, non del tutto cosciente, d'allargare il mio ipotetico dolore, la mia svagata gioia
Commenti (5)
provvisorietà, incapacità di dare un nome e di trovare un rimedio all'inquietudine... e così la si alimenta cercando un senso impossibile... così... sì... proprio così... merita davvero l'appellativo 'poesia'...
liquidi, siamo sempre sul punto di evaporare... liquidi noi, liquide le nostre relazioni... il mondo che stiamo creando si poggia sulla sabbia... bella, dalla prima all'ultima parola applausi per la tua centesima ...poesia...
sembrebbe quasi una sospensione di vita, ma invece è una intensità di certezza nell'intertezze, una vita in Poesia davvero magistrale me la sento cucita addosso
... cosa siamo dunque?... un gregge che cammina senza conoscere la propria destinazione?... un tempo liquido, lettere dentro i numeri... siamo dolore e lacrime, e meglio nn poteva esprimerlo il poeta che varca le soglie e osa il vuoto, riempendosi di senso, ma, che senza darlo a vedere, finge il "normale"...
E perché dovremmo essere qualcosa? Come può la genia umana pretendere di essere qualcosa quando sono solo una massa di bipedi ipocriti e piegata che guarda a malapena dove poggia i piedi?




