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Introspezione 11 dicembre 2012 · lettura 1 min · 4366 letture

Navigando senza vento

Duilio Martino 581 poesie pubblicate
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Scarrocciando, d’inerzia... è un navigare greve senza vento; la randa sgonfia ed ammainato il fiocco a guidarmi in deriva riverberi di luna ed astri smorti: il soffitto emaciato sembra aver divorato il loro ardore. Non ho perduto i remi, anzi, di più mi affanno e con olio di gomito slargo frisate e sugli scalmi snervo gli stroppi. Sento il peso degli anni e dei denti di cane sulla ciglia. Nel vuoto, dentro al ventre d’onde bianche, annegano gli aironi.
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
«Randa e fiocco = Vele
Stroppi = fermano i remi agli scalmi
Scalmi = alloggiamenti sui quali si poggia il remo per vogare
frisate = fori nei quali sono allocati gli scalmi (di legno duro o bronzo... di solito)
Denti di cane = formazioni crostacee che si formano sulla carena
Carena = la parte immersa della imbarcazione!»30 settembre 2017
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Duilio Martino
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Commenti (15)

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Rosita Bottigliero11 dicembre 2012

Bellissima poesia, strutturata in un rimare dolce e impegnativo. Oserei dire un Capolavoro.

C

il cuore del marinaio esperto come l'autore pulsa sempre pieno di vitalità malgrado l'avanzar del tempo

C
Colomba11 dicembre 2012

meravigliosa introspezione, il cuore del poeta pulsa d'energia come quello del marinaio, ricco di risorse che mai si arrende, sei un fiero battagliero da emulare!

Francesco Rossi11 dicembre 2012

Quante volte ho faticato in mare, (la mia pesca era quella dei palamiti) e quindi i termini mi sono familiari, benissimo ha fatto l'autore a evidenziarli nella nota perché sicuramente il lettore sarà preso dalla lettura della magnifica poesia poetata ad arte.

Laura Maira11 dicembre 2012

Eccezionale questa poesia dalle splendide metafore legate al mare e alle barche, splendida introspezione dolorosa e cruda che non risparmia di gettare sul foglio rabbia, lacrime e forse rimpianto... La chiusa toglie il fiato. Emozionante, non posso che dire che questo è un capolavoro da rileggere e conservare. Complimenti

Azar Rudif11 dicembre 2012

Calma piatta, non resta che dare fondo, ma se si è in alto mare meglio remare. Versi dal sapore marinaresco dove emerge con forza la volontà del marinaio che voga contro la vastità di un mare fermo e senza venti. Epica immagine che si esalta nell'immagine di un vuoto, nella strofa finale, ove anche gli aironi non hanno più il loro elemento primario ove volare. Su questo nulla si innalza la volontà del marinaio che continua a remare. Da conservare

carla composto12 dicembre 2012

tutto è fermo ed immovile in questa lirica stupenda con metafore e termini marinareschi... il fiocco la renda non hanno a faore il vento... bella introspezione icisivi versi... complimenti, come sempre, all'autore...

g
giovanni bagnariol12 dicembre 2012

Efficacissime metafore in un verseggiare sciolto e gradevole, per dipingere la condizione esistenziale del poeta che si trova ad affrontare sempre nuove "avverse burrasche" e saldo vi resiste, non solo, ma viepiù "rafforza gli ormeggi".

Silvana Poccioni12 dicembre 2012

Amo il mare e la sua inesauribile ricchezza, che tu hai evidenziato con questi versi, ricchi anch'essi di tesori metaforici e di immagini evocative e piene di suggestione. Bravo davvero!

EnzoL12 dicembre 2012

con il tuo scrivere di mare, rendi in metafora una condizione che spesso si affaccia a noi poveri terreni, qualla calma melmosa che non trasorta e rende immobili, il continuo dover lottare 'quasi controcorrente' per raggiungere una riva, che spesso a fatica si scorge tra i flutti della vita . bella di più

Shelly Nicole Del Santo12 dicembre 2012

Il mare è metafora di vita e le immagini che scorrono fluide danno significato alle metafore. Siamo spesso coinvolti in difficolta'superiori alla nostra capacita' di adattamento, ma il coraggio e la volonta'non ci fanno mai perdere i remi( per fortuna) per poter navigare nel grande mare che è la vita stessa. Forte introspezione in versi armoniosi e bellissimi. Plauso all'autore

Gianna Occhipinti12 dicembre 2012

Nel lento navigare di questo mare immenso, che è la vita, la furia delle onde è sempre in agguato, pronta a divorare certezze e stati d'animo... Ma è sempre questo "mare "che, alla fine, riporta a galla, sempre lui che spinge a nuotare in cerca di nuovi traguardi dai quali respirare barlumi di libertà... Bellissima riflessione introspettiva, degna di lode!

Sara Acireale12 dicembre 2012

È gravoso navigar senza il buon vento...è faticoso in alto mare come pure nella vita... Adoro il mare e tutti i suoi elementi... Apprezzo molto le metafore relative al mare che questo autore sa usare così bene e con i termini molto appropriati... Si capisce che ha molta confidenza con tutto ciò che è marino... Poesia stupenda e di alto spessore...

Donatella Pezzino13 dicembre 2012

Tutta la fatica e il dolore del vivere raccontata in versi che si snodano magistralmente attraverso metafore complesse e di forte impatto. Davvero un'opera di spessore, mi complimento.

Pierangela Fleri20 giugno 2013

Incantata come una sirena leggo e rileggo questa lirica sentendo scorrere la brezza salmastra che rinfresca, ogni gesto marinaio metafora di vita che accomuna e riflette il sentire di ognuno che legge. Maestosa!