Per chi e per cosa?
Veneri, credendo sia il
massimo, un ideale senza braccia posticce,
senza labbra rosse mollicce,
senza ciglia nere battenti
ad ogni sussurro che espiri tra i denti.
Non hai mai creduto che togliendo dalla volta celeste le nuvole e le stelle,
la luna potesse essere
facile preda.
Scarpinando su irti sentieri montani,
il gelido vento maestrale
ti fende il viso, a capo chino
affronti le sferze che pungono
mai domo, mai vinto conquisti la vetta.
Hai cucito in mente due cuori
uno dopo l'altro si seguono sempre quando il percorso consumi,
se ti fermi stanco e distrutto
essi stanno fianco a fianco
in un amore stretto.
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Commenti (1)
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poeta per te zaza11 dicembre 2012
Dalla sterilità e pochezza di un amore "monco" paragonato in metafora alla luna rimasta sola in cielo senza nuvole e stelle, alla disanima di un erto cammino sotto sferze che pungono, a raggiungere mai domo la vetta, spronato da due cuori che ti seguono in un amore stretto. I genitori? Bella davvero,
