La casetta

Ho rivisto la casetta
che da fanciullo fu la mia gaiezza:
sola, sperduta in un verde incolto,
intorno rovi ed edera vorace.
"Salvami -- diceva --
a te ho dato asilo e m'hai lasciata.
Le pietre mie son arse e sgretolate,
più non sostengo gli anni miei pesanti".
Poverina non sa
che il cuore mio è stretto in una morsa
e quasi a me mancare fa il respiro
il ritrovarmi lì al suo cospetto.
Averla un dì lasciata
perché ingannatore fu il destino
che spinse a cercar spiaggia più ampia
per inseguire mete assai lontane.
Correre vorrei!
Tra quelle mura chiudermi e gridare
tutta l'angoscia che mi strugge il petto...
e poi lasciar che fosse a me sepolcro.
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Commenti (2)
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Duilio Martino12 dicembre 2012
A chi lo dici!...Pensa a quanti abitanti di Borghi hanno lasciato le loro case e... ci mancava pure l'IMU per finire di dissestare piccoli centri dove si pagano le tasse come nelle voraci città e dove però è impossibile vivere per mancanza assoluta di servizi e prospettive... Un problema che fra poco sarà ancora più acuto e che l'italia si ritroverà sul groppone... quando moriranno gli ultimi vecchi eroi che lì abitano ancora (chi manterrà quell'enorme patrimonio?)
carla composto15 settembre 2013
un problema molto importante che il bravo auture ha affrontato in versi di oesia... molto bella

