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Morte 16 dicembre 2012 · lettura 1 min · 2977 letture

Chemio nella morte

omissam 412 poesie pubblicate
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Lo specchio non mi riflette... quando mi riempie la vena chiudo gli occhi sputo saliva arsa mi volto da una parte che non c'è... l'ultimo ciuffo di capelli vigila nel bidet non trovo coraggio per gettarli guardo ciò che ero non mi riconosco più un amico ieri di lato al parco non mi ha (ri) conosciuto al mio ciao sbilenco ha risposto con un ghigno miserevole si è voltato chiedendosi chi ero... cosce smunte esangui zigomi rigonfi vomito cibo che non ho che non vorrei forze che esalano pietà sorriso da ultimo al traguardo... vorrei correre, ancora ma i piedi non rispondono il fiato mi basta appena per arrivare al cesso non leggo più odio il mio dottore l'infermiera non mi tira più... entro in quella stanza gialla e svanisco in mille rivoli di angoscia blu... esco nauseando il vizio di vivere prego pietà per me stesso per chi mi ama vaneggio trascuratezza che non odo più... voglio arrivare all'ultimo piano non suonate l'allarme...
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L'autore
omissam

siiiiiiiii, narcisista son!!!!!!!!! sguazzo nella cupidigia del mio essere, m'accarttoccio intorno al mio super-io, convinto e stantio........navigo su velieri di me , su autostrade a mie corsie , su ospedali farciti di letti miei. narciso diserbante,offusco ragioni negando le mie. IO , narcicasinista, ondeggio su maro

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Commenti (16)

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Gentiana Marika16 dicembre 2012

Sembra tu sia uscito da un incubo! Maestria e stile nel comporre i versi che raccontano bene lo stato d'animo ...

Rosita Bottigliero16 dicembre 2012

Sempre così belle le tue poesie, interessanti e piacevoli.

All'ultimo piano c'è la terrazza condominiale, le lenzuola stese, il sole, il cielo... ne vale la pena, credo...

Duilio Martino16 dicembre 2012

Cavolo... mette i brividi. Ho sempre pensato che fosse la DIGNITA' da cercare prima di prendere l'ascensore... facile a dirsi ma molto più complicato è farlo! Bellissima nella sua tragicità!

g
giulia angela16 dicembre 2012

Tocca fino in fondo al cuore. Disarmante dolorosa nell'ultima scelta.

Donatella Pezzino16 dicembre 2012

Non riesco a trovare le parole per commentare... posso solo dirti che mi ha lasciato un solco profondo nel cuore.

Manola Gini16 dicembre 2012

durissima e vera, non riuscivo quasi a leggere. Come una lama mi ha aperto una ferita mi ha portata indietro nel tempo. Lirica molto diretta, dura ben stesa e lacerante

carla composto16 dicembre 2012

l'autore spiega con dovizia di particolari cosa significa e quali sono i sintomi devastanti di questo veleno... ho visto carne della mia carne soffrire ...mi sono ritrovata indietro nel tempo ...non ho altre parole...

Rita Cottone16 dicembre 2012

letta con il respiro sospeso... toccante ben scritta sembra il viaggio dall'inferno al paradiso... o meglio il risveglio da un incubo reale... con il senso di nausea per ciò che si è vissuto e con il desiderio di arrivare fino in fondo a superare l'ultimo gradino... quello più difficile... quello più alto... ma c'è la speranza... e la voglia di farlo... Intensa... bella ...complimenti...

Patrizia Ensoli16 dicembre 2012

Una lirica che incide come lama tragica e vera, colpisce ed evoca verità che tutti ci portiamo dentro!!! Un tempo nostro e di tutti Complimenti!!!

Gaia22 Tiziana Porcelli16 dicembre 2012

Nuda, cruda, vera... Un viaggio nell'intimo più intimo che reclama di giungere ad una fatidica meta, per più non dover soffrire. Così l'ho sentita... Letta con apprezzamento.

Berta Biagini16 dicembre 2012

Cercare di arrivare a comprendere come ci si sente in quei momenti non è certo facile – grande forza di volontà per chi è costretto ad intraprendere questa strada ove la speranza non può fare a meno di attaccarsi all’ultimo gradino dove con incredibile pazienza fa di tutto onde non toccare il baratro. Il futuro, pur restando un’incognita, non ci deve tradire.

h
hy ju16 dicembre 2012

al mio sbilenco ha risposto con un ghigno miserevole - è l'abbandono degli altri, è accorgerci di come i nostri rapporti umani siano superficiali, fragili, basati sull'utilità momentanea è la solitudine più insopportabile, è arrivare all'ultimo piano in anticipo, prima, molto prima, che il nostro viaggio sia realmente terminato ...perché morire...è questa consapevolezza... morire è la coscienza del nostro non esser necessari a nessuno... - ma tu non morirai tu sei necessario

Antonella Scamarda16 dicembre 2012

Impossibile entrare in uno stato d'animo che non si conosce personalmente, percepire (cioè dare con i sensi una risposta) qualcosa che non si sente fisicamente. Nessuno, che non ne abbia fatto esperienza, può dire di capire l'inferno descritto nei versi. Resta la volontà di entrare... percepire... capire. Essere lo specchio che ancora riflette, la parte verso cui girarsi, lo sguardo attento che sa riconoscere... o anche una semplice voce banale che scrive:- Non è bella... di più!!! !

EnzoL17 dicembre 2012

beh è un argomento che conosco abbastanza bene ed il vomito, la nausea, il non riuscire a guardarsi più allo specchio-... il solo pensiero mi spezza il cuore... un testo che sento molto grande XammaX

Jibi19 dicembre 2012

Sono arrivata alla fine con il nodo in gola e il cuore gonfio di dolore. Immagini, quasi sfuocate e ingiallire, ad un tratto si sono fatte nitide e vive. E' tanto vera questa Poesia.