"Il Guardiano"
Stefano Drakul Canepa
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le pietre antiche
rendono fiato ai sogni
di questa notte
Lui non guarderà le tue carezze,
non dirà nulla sul vento dei passi
e stringerà tenebra a veleno lieve,
quasi un segno da tramare al buio
Lui attenderà mattino fra i silenzi
e le cose non dette saranno corolla
del fiato ancora vergine dei sogni.
Le speranze sono la neve dell'estate
Il gelo finirà presto ed allora la terra
si ricorderà dei fiori che sbocciavano
e di tutti quei sentieri abbandonati
che il fiume cercava di nascondere
Lui sarà un'ombra che il sole tremava
per non ferire le ore di un giorno spento
e le risposte non date alle nuvole
quando il tramonto è una luna fragile
L'inverno finirà presto e la notte scura
aprirà le ali al clamore dell'orizzonte,
le acque avranno un riflesso di giada
sul calore delle tue labbra socchiuse
Lui sarà un vento che attende primavera
fra le stelle non pronunciate al cielo
©
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (2)
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Gentiana Marika16 dicembre 2012
Uno stupendo contrasto che afferma gli opposti ... quelle primavere, coperte dal gelo dell'inverno, di cui la Terra presto si ricorderà ... quell'ombra che trema il sole per non ferire le lune fragili ... quelle parole non dette che formano una corolla sognata ... Ma "le speranze sono la neve dell'estate" è geniale! La tua poesia è un ricamo prezioso, molto artigianale e originale!
Miriam Badiani16 dicembre 2012
Un defluire nelle ombre che già traccia un ritrovare la Luce. Eleganza e immagini di spessore. .


