Amor paterno
Antonio Guarracino
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Ricordo che più volte da bambino
a curiosar nel giorno dei defunti
facevo tra le tombe capolino
colpito dai marmorei monumenti.
E fu così che vidi questa scena:
quanta tristezza, quanta commozione!
Ricordo che mi fece tanta pena
quel padre preso da disperazione:
Baciava quel fanciullo per il viso,
un volto di marmorea bellezza,
ed a quel muto, freddo, suo sorriso,
lui rispondeva con una carezza.
Sentivo intorno il vento turbinare,
vaghi pensier nel vortice di foglie:
ed allora mi piacque immaginare,
d’essergli figlio sotto nuove spoglie!
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L'autore
Antonio Guarracino
Ho vissuto la mia infanzia, la mia adolescenza, e parte della mia gioventù, represso ed appartato. Poi circostanze favorevoli sopravvenute e soprattutto un grande desiderio di amore hanno stappato la bottiglia ed è venuta fuori con la spuma frizzante la mia gioia di vivere con gli altri, la mia musica, la mia poesia,
Commenti (2)
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Gaia22 Tiziana Porcelli20 dicembre 2012
Versi scorrevoli, intrisi di grande tenerezza e che nel loro fluire divengono vividi. Letti con apprezzamento.
osvaldo maffeo9 luglio 2015
Essere poeta non è facile, proporre le sensazioni del momento in rima e toni, non è facile. Tu hai compiuto questo, fermando l'attimo e rimandolo a dovere con metrica conveniente, senza trascurare la tonalità. Molto bella, ti seguirò spesso. Grazie


