Ringhiera e vanita
Fissavo la ringhiera e il nero naviglio,
mentre la tua vanagloria si esibiva.
Fissavo la finestra appannata,
e tu, convinta del tuo ego,
sorridevi e ti rimiravi,
nei miei occhi spenti e lontani.
Il bicchiere era ormai un vuoto amico,
il suono ormai spento del cristallo,
non nascondeva il tuo vociante nulla,
Fissavo la ringhiera e la notte vicina,
avrei voluto appoggiarmi,
sentire le sue dolci melodie,
ma tra le note jazz, il tuo inutile vocío.
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L'autore
Paolo Maggioni
Sono nato nel 1975, in una famiglia operaia nella provincia di Milano, la mia vita scorre tra poesie e stupidate giovanili fino al 1994, quando un incidente porta via mia sorella maggiore. Da quel giorno la mia vita è stato un continuo rincorrere la serenità, trovata e persa mille volte grazie ad una convivenza nata b
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