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Satira 21 dicembre 2012 · lettura 3 min · 745 letture

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Luigi Filippetta 13 poesie pubblicate
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Ce sfringuelli a sapé’ come ce scrivo Con questo mio linguaggio un po’ balzano, Che non pare nemmanco paesano, Pare non serio ma manco corrivo? Ce sfrigoli a sape’ come ci arrivo A questo eloquio che te sona strano, A sto dire che io dico borghesano O civilese e che d’un luogo è privo? Me richiamo a un parla’ ch’è parla’ chiaro, Oltre il dialetto ch’è già bello e morto Fòre de qualche loco carbonaro, Oltre la lingua, perché non sopporto Il parla’ con forchetta e con cucchiaro Pe’ sceglie’ il medio, il lungo ed il più corto. II Ma lascia sta’ Antonello il senatore Che dice che ce scrive in romanesco! Il suo modo me sa d’ottocentesco, D’artefatto, me sa de strappacore. Mo siamo all’esperanto, al parlatore Del più chiaro parla’ novecentesco, Al mondo incivilito e giornalesco, Globalizzato e telespettatore. E il saputo che vo’ tenere in vita Con l’artificio un qualche dialetto A me me pare un medico somaro: Ce scrive una ricetta già fallita, Quando quello è già disteso a letto E cià la faccia dell’estinto caro. III Te ricordi quando c’erano i fascisti, Guardiani dell’italica favella, Che a parla’ ce facevano i puristi E se rischiava pure una querela? Mo se ce parli o leggi, gli snobisti Te rifilano termini in sequela De lingua inglese; a noi, poveri cristi, Qua non ce resta che la lamentela: Ma possiamo capì’ sta tiritera De termini stranieri nel discorso Infilzati per boria e sicumera? Non ce l’hanno il bòngusto né il rimorso, Ma ciànno il ghigno d’una mente altera Che pe’ fasse capi’ vole il rimborso. IV S’ apprezzi pure il dialetto antico, Ma non se parla più con quel linguaggio; Mo l’asino non raglia solo a maggio, Vola in aereo pure il beccafico. Quello te spicch inglisc e ce fa il fico, Questo d’ intramezzacce ci ha il coraggio Un pezzo de francese: è un assemblaggio De tecniche e de lingue che ‘n te dico! Io dico bene e quello dice occhei, Io vado fòri e quello fa il vichendi, Mastica gomme, e io l’ammazzerei! Ed a scuola a sti poveri istruendi S’insegna lingua inglese; approverei Se sapessero l’italo dicendi.
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