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Impressioni 21 dicembre 2012 · lettura 1 min · 812 letture

''La fine del mondo''

Flavio Uldanc 252 poesie pubblicate
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Dunque si spegne tutt'intorno quel barlume di speranza che nasconde l'indecenza e che tiene in piedi il mondo Non vi sarà più sorte né dolore nè certezza del domani se il buio affonderà le mani sul passato che ora muore Quel che ormai ci resta o gente sazia di superstizione è una poesia o forse un'emozione sull'amor che non si desta Ahimè, il mondo grida che è la fine d'ogni notte e d'ogni uomo della luce e d'ogni suono e della natura sua sublime
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L'autore
Flavio Uldanc

''Nato a Cecina (LI) da ''Bolgheri, Castagneto Carducci il 25.06.1968, da genitori sardi, vivo dal '70 in Sardegna, ad Alghero (SS), ridente cittadina sul mare dal dialetto e le tradizioni catalane, risalenti alla dominazione spagnola, dove lavoro facendo il marinaio. Amo scrivere fin da bambino e in particolar modo p

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Commenti (3)

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Rita Cottone21 dicembre 2012

Molto bella... la fine del mondo è già nelle persone che non vivono di seranza... che non sognano che hanno smesso di sorridere e di amare... Bel poetare ...complimenti

Lorenzo Crocetti21 dicembre 2012

Non è la fine del mondo il pensiero che deve angustiare ogni uomo, bensì dovrebbe preoccuparsi della fine della speranza, che comporta catotinia implacabile e rappresenta il vero segno della morte. Sono in perfetta sintonia con questo assunto, che ho messo in versi anche io sul sito.

Chiara Vacchieri29 dicembre 2012

Un'invocazione propiziatoria che trova in questa lirica la dedica che la scaramanzia offre al futuro. Doveroso il plauso al poeta che ha tradotto la nascita di una nuova Umanità con la fine del mondo.