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Riflessioni 22 dicembre 2012 · lettura 1 min · 3965 letture

L'intolleranza è nelle vene (sonetto)

Duilio Martino 581 poesie pubblicate
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Non è banale fare una nazione evitando che il potere poi diventi monopolio di falchi che al balcone soffiano fiato sulle fiamme ardenti. Pare la storia scritta dall'azione di "papi" e altri perfidi potenti che hanno di sangue sporcato poltrone spargendo polve dell'etnìe ai venti. L'intolleranza è nelle vene, un grumo maledetto che punta dritto al cuore rabbia che ammorba per mandare in fumo quel poco che rimane dell'amore. L'odio lo riconosci dal profumo ha un acre odore di morte e dolore.
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"papi" - Capi regiliosi - nessun rifermento al Santo Padre.

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Duilio Martino
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Commenti (10)

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Enrico Baiocchi22 dicembre 2012

Eh sì una bella constatazione, la storia va avanti ma in fondo in fondo si ripete, tra potenti senza scrupoli e pazzi scatenati, tra demoni con la faccia d'angelo e messia di nuove religioni, l'odio, l'intolleranza, l'insofferenza mischiate all'idiozia producono sempre gli stessi effetti: sofferenza, devastazione e morte. Un grido di allarme che condivido pienamente espresso con una ottima musicalità e sapienza

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filiberto22 dicembre 2012

Sonetto con tutte le rime al posto giusto e preciso ritmo armonico. Veritiero e efficace colpisce e piace molto.

Jibi22 dicembre 2012

Vero, anzi verissimo ciò che esprime questo Autore, L’intolleranza trasforma le buone intenzioni ed edifica spaventosi inferni. Nel corso della storia, alcune Elite culturali hanno avuto la presunzione di possedere la verità e per il bene del mondo, per redimerlo e secondo loro, migliorarlo, hanno imposto il proprio sistema di valori agli altri, hanno ritenuto legittimo anche il ricorso alla forza e alla violenza. ... TUTTA CONDIVISA.

Rita Minniti22 dicembre 2012

Significativa e armoniosa nei versi, questa poesia fa riflettere e coinvolge. Perfetta la stesura e ottime le note che, una dietro l'altra, si fanno sorseggiare con infinito piacere. Bellissima e complimenti!

Idalgo Visconti22 dicembre 2012

− Qual è quell'animale cieco, sordo, tardigrado, impotente, ostinato, che ogni cosa dimentica, nulla capisce, e persevera nell'errore? − Piaciuta e condivisa...

carla composto22 dicembre 2012

bellissimo sonetto... pieno di verità... porta a profonda riflessione... sempre bravo il poeta...

Sara Acireale22 dicembre 2012

Putroppo si è intolleranti con chi è "diverso" da noi, vedo che per certa gente l'integrazione è difficile... Basta avere una diversa religione, appartenere a un altro popolo, a un'etnia diversa che subito scatta la molla dell'intolleranza... magari mascherata da falso perbenismo, da ipocrisia... Bisogna stare attenti a non cadere nella trappola di ciò che propinano i mass media quando presentano "gli stranieri" come la causa di tutti i mali, di coloro che rubano il lavoro ecc... Auspico una società più civile che guardi all'altro con rispetto... Come diceva il grande GENIO, Einstein, esiste una sola razza ed è quella umana...

emmalisa lucchini22 dicembre 2012

l'intolleranza è la peggiore violenza contro gli uomini... mista alla idiozia e all'incultura èuna tragedia, è molto importante l'impegno di ogniuno per superare questi ostacoli e andare incontro all'altro con rispetto e dignità...grazie di questa stupenda riflessione molto sentito questo sonetto... Complimenti Poeta

emmalisa lucchini22 dicembre 2012

Francesco Rossi23 dicembre 2012

Io condivido il pensiero di Duilio, un pensiero in versi di garande armoniosità che rispecchiano quelle che sono le convinzioni dei capi religiosi, nessuno escluso aggiungo io, l'intolleranza verso chi non la pensa allo stesso modo non è cosa di pure coscienze e quando le differenze escludono allora si è verso il baratro. Un verseggiare consapevole e autorevole da parte dell'autore.