Una chitarra e un libro
Amedeo Falco Teophilus
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Quest'è la vita di un cantastorie,
lo chiamavano per le memorie,
per l'elogio di grandi soldati,
partiti e mai tornati.
Su un foglio bianco scriveva note,
parlava di un Aprile sempre alle
porte,
le sue parole fin troppo gelate,
per esser dal cuore amate.
E imbracciata la sua chitarra,
sgranava le corde ma non la vita,
si fermava a pensar in ogni momento,
che la sua era una profonda ferita.
Nella sua voce, petali di rose,
ma le sue mani sempre più vecchie
e poco setose,
ad un bambino lasciò una carezza,
prima di andar via con la sua tristezza.
Dalle sue lacrime, quel giorno,
scendevan luccichii argentati,
mentre il Sol l'accompagnava,
tra le terre di quei soldati.
Dopodichè, un soffio di vento,
uno ed un altro ancora,
spazzavan via foglie secche,
calpestate da passi pasanti;
la tua croce ritorna ai tuoi Santi.
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Amedeo Falco Teophilus
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