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Natura 26 dicembre 2012 · lettura 2 min · 931 letture

Al bracco (caccia)

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Roberto Stella 16 poesie pubblicate
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Avido nel calanco cerca con far che pare dissennato Ora rallenta a interrogare il vento il passo si fa cauto e vellutato sinuoso ed elegante il movimento incollato all’effluvio che ha agganciato. S’arresta e par scolpito Dal vivere sospeso Lo sguardo suo è rapito da un ciuffo nel canneto Non vede la sua preda ne avverte la presenza Immobile e appiattita sperando indifferenza Guadagno la distanza prendendo posizione Divento anch’io soggetto sospeso nell'azione Lo stacco di un fagiano irrompe fragoroso si scaglia verso il sole cangiante un tenebroso Un colpo lo zittisce lo straccia sul canneto Proteggono le spoglie le spine di un roveto È questo il sol momento nell'arco dell'azione in cui il protagonista rimane spettatore Tracciato ha in mente il punto riparte lì diretto riappare con la preda la cede al mio cospetto Raccoglie una carezza non perde altro momento prosegue ora la cerca con gran discernimento Del suo istinto venatorio dell’atavica passione non son che poca cosa son pallida espressione Lo ammiro su rive di creta pernici guidare Realizzo in quel momento ...son io suo ausiliare
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A "UGO" bracco tedesco, compagno generoso di molte uscite in montagna

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Roberto Stella
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Commenti (1)

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Garbofania26 dicembre 2012

Lo sforzo di coloro che praticano la caccia, di dipingere questa crudeltà e ammantarla di poetico "amore per la natura",il proprio cane e la vittima alla quale poi si spara,è quantomeno patetico. A parer mio anche irritante. E il povero cane usato e utilizzato, si sa che molto spesso viene abbandonato se"non buono" o se acciaccato e vecchio. Basta andare nei canili (il mio cane è proprio un segugio abbandonato da uno di questi generosi amanti della natura). Usare il fucile, sparare, inseguire la preda sino a farle scoppiare il cuore, e sorvoliamo su altre "pratiche"...Che Poesia!