La sera di natale
Il lettore deve sapere, leggendomi (leggendo questa non-biografia dalla quale estrapolo che nasco a Napoli e ci vivo col pregio d’arricchirmene fino a smarrirla) che un po' della mia poetica (ammesso che sia tale) risponde al desiderio, non del tutto cosciente, d'allargare il mio ipotetico dolore, la mia svagata gioia
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Il natale... che mette in luce alla propria coscienza tutte le incoerenze dell'apparire, quel non vedersi mai davvero se non per folli metafore, la giostra degli auguri, la forzatura della festa laddove non si vorrebbe festeggiare... una vetrina certamente ricca, da osservare attaccati saldi al sedere per sentire come sbanda tutta la sarabanda e aggiungo, stona l'orchestra... Ci metto tutto, ciò che sono, che vorrei essere e non sono, che credono che io sia, e ciò che non sarò mai... ma l'amore! Ah! L'amore! Unicamente l'amore può far sanguinare improvvisamente... anche lo spettatore più disilluso e compassato...
Grottesco festeggiare, dove brillare sembra quasi un obbligo (perché è natale)...ma " e questo non vedersi mai davvero..."è sintesi perfetta. Meno male che c'è l'amore, o almeno c'è chi ci vive dentro...


